
La Spagna spinge gli altri paesi dell’Unione Europea ad abolire definitivamente l’ora legale. L’ultima domenica di ottobre milioni di cittadini europei si preparano al rituale semestrale che impone di reimpostare le lancette dell’orologio, tornando indietro di un’ora, ovvero all’ora solare, con l’orario che di nuovo coincide con quello del meridiano del fuso orario di riferimento.
Parlamento europeo
La proposta di abolire l’ora legale in Europa venne approvata nel 2019 dal Parlamento europeo, ma è rimasta bloccata per le diversità di opinione tra gli Stati membri. Madrid ora tenta di riaprire la questione con un video pubblicato su X dal primo ministro, Pedro Sanchez, nel quale definisce “senza senso” il fatto di dover spostare le lancette due volte l’anno. Il leader socialista ha così riportato sotto i riflettori un tema che torna spesso nel dibattito dell’opinione pubblica, ma che resta irrisolto. L’idea di eliminare il cambio dell’ora iniziò a prendere forma nel 2018, quando la Commissione europea, allora presieduta da Jean-Claude Juncker, avviò una consultazione pubblica per valutare l’opinione dei cittadini sul tema.
Sondaggio
Al sondaggio parteciparono 4,6 milioni di persone – il numero più alto mai raggiunto da una consultazione pubblica nella UE -, delle quali l’84% si dichiarò favorevole all’abolizione, con picchi del 93% proprio in Spagna. La Commissione europea non ha tuttavia il potere di imporre un regime orario unico ai 27, ma solo di coordinare le decisioni dei singoli Stati. Il tema quindi è stato riproposto dalla Spagna all’ordine del giorno dell’ultima riunione del Consiglio dell’UE sull’energia, cui spetta fissare le date ufficiali del cambio dell’ora. In una nota del Consiglio del 20 ottobre si rileva: “È giunto il momento di affrontare questa importante questione, considerando il rinnovato interesse espresso da diversi Stati”.
Impatto
In generale, i favorevoli apprezzano l’ora in più “guadagnata”, mentre gli oppositori puntano principalmente sulla potenziale alterazione dei ritmi del sonno. Ricerche scientifiche suggeriscono a proposito dell’ora legale un impatto negativo sia sull’economia sia sulla salute delle persone. Intanto Sanchez ha promesso che la Spagna cercherà di abolire definitivamente l’ora legale nel 2026. Nel 1942, durante la Seconda Guerra mondiale, il dittatore spagnolo Franco allineò l’orario di Madrid a quello di Berlino e Roma, in segno di simpatia verso Hitler e Mussolini. Di conseguenza la Spagna, pur trovandosi nel fuso orario di Greenwich, opera in realtà con quello dell’Europa centrale un’ora più avanti, che con il passaggio all’ora legale diventano due. Uno sfasamento che influenza gli orari e le abitudini: “Cambiare l’ora due volte all’anno non ha più senso – ha rimarcato Sanchez -, aiuta a malapena a risparmiare energia e ha un impatto negativo sulla salute e sulla vita delle persone”. In Italia l’ora legale venne applicata per la prima volta il 30 aprile 1916, come misura di legata alla Grande Guerra. Successivamente fu abolita e ripristinata diverse volte e adottata definitivamente per legge nel 1965, applicata per la prima volta l’anno successivo.
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