
È stato quasi uno scambio di amorosi sensi il primo tête-à-tête tra Zohran Mamdani, il neo sindaco socialista e musulmano di New York, e il presidente Donald Trump, che lo aveva definito un pericoloso comunista e aveva minacciato di tagliare i fondi federali alla Grande Mela. Il presidente, dopo l’incontro nello Studio Ovale, ha dichiarato di aver trovato un terreno comune con il sindaco nel nome della “affordability”, quella accessibilità che indica la capacità di un bene o di un servizio (come sanità, istruzione, mutui) di essere economicamente alla portata dei cittadini.
D’accordo
“In realtà – ha detto Trump -, penso che Mamdani sorprenderà alcuni conservatori. Sono molto fiducioso che possa fare un buon lavoro” e gettando il cuore oltre l’ostacolo ha chiosato: “Alcune delle sue idee sono davvero le stesse che ho io”. Il boss dell’America MAGA ha sottolineato: “Ho incontrato un uomo che vuole davvero vedere New York tornare grande. Siamo d’accordo su molto più di quanto avrei pensato”. Insomma, il comune amore per la metropoli dove Trump ha costruito il suo impero imprenditoriale sembra aver determinato il disgelo. Ma alcuni osservatori parlano di “entente cordiale” tra due versioni del populismo. La parola chiave sembra essere stata proprio affordability, l’accessibilità economica diventata parola d’ordine cruciale. Mamdani, che presterà giuramento l’1 gennaio, ha rilevato che Trump condivide il suo obiettivo di “ascoltare gli elettori” e che entrambi intendono ascoltare “le preoccupazioni dei newyorkesi sul costo della spesa alimentare, dell’affitto e dell’assistenza all’infanzia. Quello che vogliamo fare è rimettere queste persone al centro della nostra politica”.
Classe operaia
L’attenzione di entrambi è rivolta alla classe operaia e Trump, di fronte al balzo dell’inflazione e al calo della sua popolarità, ha dovuto tornare a occuparsi dei problemi economici degli americani. Entrambi poi hanno iniziato la loro carriera politica partendo da outsider, rispetto agli apparati del Partito democratico e di quello repubblicano. Tutti e due hanno saputo leggere e cavalcare le aspettative profonde delle loro basi elettorali, sfruttando al meglio i social media. Nelle conferenza stampa la strana coppia ha scherzato e i due si sono dati di gomito in segno d’intesa. “Molti dei miei elettori – ha detto Mamdani – hanno votato per lei”.
Fascista
E quando un giornalista ha chiesto al sindaco se pensasse che Trump fosse un fascista, il presidente lo ha anticipato: “Puoi semplicemente dire di sì. Non mi dispiace, mi hanno detto di peggio, di essere un despota. Quindi, non è poi così offensivo”. Mamdani ha osservato: “L’incontro non si è concentrato sui punti di disaccordo, che sono molti, ma piuttosto sullo scopo comune che abbiamo di servire i newyorkesi”, di aiutare quanti “fanno fatica a permettersi la vita nella città più costosa degli Stati Uniti”. Intanto, collaboreranno per rendere più sicure le strade di New York.
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