Guinea-Bissau: colpo di stato, deposto presidente Embaló. Opposizione, “i militari vogliono bloccare nostra vittoria a elezioni del 23 novembre”

0
Guinea-Bissau
(foto da account FB Radio Voz Do Povo)

Colpo di stato in Guinea-Bissau, il piccolo paese dell’Africa occidentale incastonato tra Senegal, Guinea e l’oceano Atlantico. L’esercito ha preso il potere, deponendo il presidente in carica, Umaro Sissoco Embaló. Il generale Horta Nta Na Man, ex comandante della Guardia presidenziale, ha prestato giuramento come capo dello Stato a interim. Interrotta la proclamazione dei risultati delle elezioni del 23 novembre, nelle quali Embaló cercava la riconferma. Il candidato dell’opposizione, Fernando Dias da Costa, appoggiato dal PAIGC, storica formazione che ha guidato la lotta di indipendenza dal dominio coloniale del Portogallo, ha denunciato un complotto per ostacolare la sua vittoria.

Legittimo

Dias, che si è dato alla macchia, ha affermato di essere il legittimo presidente eletto e di essere sfuggito per un pelo all’arresto. Sostiene che il golpe è stato “fabbricato” per tenerlo lontano dal potere e che la ‘mente’ sia proprio Embaló. “Il presidente sconfitto ha messo in scena questo cosiddetto colpo di stato, perché ha perso le elezioni e vuole impedire alla Commissione elettorale nazionale di certificare ufficialmente i risultati”. Insieme al PAIGC, che ha visto gran parte del suo gruppo dirigente essere posto agli arresti, ha invitato la popolazione a scendere in piazza.

Comando

Secondo una dichiarazione trasmessa dalla televisione di Stato, il generale Horta Nta è a capo di una amministrazione provvisoria per un periodo di un anno, denominata “Alto comando militare per il ripristino della sicurezza nazionale e dell’ordine pubblico”. Le strade della capitale Bissau sono pattugliate da soldati armati e appaiono relativamente tranquille, dopo la sparatoria avvenuta nei pressi del Palazzo presidenziale il 26 novembre e l’imposizione del coprifuoco. Embaló avrebbe fatto giungere una dichiarazione a media francesi in cui afferma di essere stato arrestato e trattenuto presso il quartier generale dello stato maggiore. Anche l’esercito ha denunciato un complotto per destabilizzare il paese e manipolare il voto, con il coinvolgimento di “trafficanti di droga” ed elementi stranieri. “Il piano è stato ideato da alcuni politici nazionali con la partecipazione di un noto signore della droga e di cittadini nazionali e stranieri”, ha affermato il portavoce militare Dinis N’Tchama. Decisa la chiusura delle frontiere marittime e terrestri.

Cocaina

La Guinea-Bissau, uno tra i 20 paesi più poveri del mondo, è considerata uno snodo dello smistamento della cocaina proveniente dall’America Latina e diretta in Europa. Alla fine dello scorso ottobre, Embaló aveva annunciato l’arresto di alti ufficiali dell’esercito accusati di aver pianificato un colpo di stato. L’Unione Africana (UA) ha chiesto di “rispettare il processo elettorale e di difendere l’ordine costituzionale”. Il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, sta seguendo “con preoccupazione” gli sviluppi della situazione. Si tratta del nono colpo di stato o tentativo di golpe da quando la Guinea-Bissau ha ottenuto l’indipendenza nel 1974.

PAIGC

Embaló, 53 anni, ex generale dell’esercito, si candidava per un per un secondo mandato. Nelle precedenti elezioni del 2019 era stato il primo presidente a essere eletto senza il sostegno del PAIGC, in una tornata elettorale contestata dai suoi oppositori che avevano mantenuto la maggioranza nell’Assemblea nazionale del popolo. Assemblea sciolta da Embaló, che peraltro si era proclamato legittimo presidente nel febbraio 2020 in una cerimonia alternativa fuori del Parlamento. Embaló ha impedito, appellandosi a cavilli formali, la candidatura alle elezioni dello scorso 23 novembre dell’ex primo ministro Domingos Simoes Pereira – ora agli arresti -, capofila del PAIGC, il Partito Africano per l’Indipendenza della Guinea e di Capo Verde, fondato dal leader rivoluzionario Amilcar Cabral. Di qui la scelta del PAIGC, che aveva vinto le elezioni legislative del 2019 e del 2023, di sostenere il giovane candidato alternativo Fernando Dias.

== AGGIORNAMENTO ==

Il presidente Embaló, informano le autorità del Senegal, ha lasciato la Guinea-Bissau nella giornata del 27 novembre alla volta Dakar. E’ arrivato “sano e salvo”, a bordo di un volo noleggiato dal governo senegalese. Il presidente del Senegal, Bassirou Diomaye Faye, ha partecipato a un vertice straordinario in videoconferenza dell’ECOWAS, la Comunità economica degli Stati dell’Africa Occidentale. I capi di Stato dell’organizzazione regionale hanno deciso di istituire un comitato di mediazione ristretto, che si recherà presto a Bissau per monitorare la situazione. Dakar è al centro dei contatti e le autorità senegalesi affermano di essere “in comunicazione diretta con tutti gli attori coinvolti”. In questo quadro sarebbero avvenuti i negoziati “per il rilascio del presidente Embaló e di altri attori politici arrestati”.

Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.

Imposta in20righe come fonte preferita

Exit mobile version