
La Corea del Nord rivendica la vittoria nella “guerra” contro la religione. In un paese ufficialmente ateo, il regime di Kim Jong-un ritiene che ogni attività religiosa sia stata praticamente sradicata, rimarrebbero solo casi isolati di pratiche private, come la preghiera da soli o il segno della croce. I principali bersagli delle repressioni sono i cristiani, protestanti e cattolici. Secondo il quotidiano online Daily NK, che ha sede a Seul in Corea del Sud, specializzato nell’analisi della società nordcoreana, le autorità di Pyongyang considerano la vittoria significativa nella stabilizzazione del regime e attribuiscono il successo all’entrata in vigore della legge sulla garanzia dell’istruzione dei giovani nel settembre 2021, meticolosamente e capillarmente applicata dai dipartimenti di controspionaggio del ministero della Sicurezza dello Stato.
Nemici
Verifiche particolarmente strette vengono effettuate su coloro che si sono recati all’estero per studio o lavoro. Gli arrestati per attività religiosa – riporta Daily NK -vengono isolati nelle “zone di controllo totale” dei campi di prigionia politica, insieme a tre generazioni delle loro famiglie, per “fermare completamente la contaminazione ideologica”. I cristiani sono visti come “collaboratori delle forze imperialistiche e nemici della nazione e della rivoluzione”. Una dissidente fuggita a Seul ha raccontato all’emittente tedesca DW: “C’è una chiesa a Pyongyang, ma è lì solo per poter affermare che le persone sono libere di praticare la religione, quando in realtà chiunque lo faccia viene punito”. L’articolo 68 della Costituzione nordcoreana garantisce formalmente la libertà di credo religioso, tuttavia il principio è limitato dalla condizione che la religione non può essere usata come pretesto per danneggiare lo Stato e l’ordine sociale, o introdurre nel paese forze straniere.
Punteggio
Nel 2023 l’organizzazione Freedom House ha assegnato a Pyongyang un punteggio pari a zero per la libertà religiosa e nel 2021 Christian Solidarity Worldwide ha stimato in quasi 200.000 le persone nei campi di prigionia, principalmente a causa delle loro convinzioni cristiane. Per l’associazione Porte Aperte, che supporta i cristiani perseguitati, la Corea del Nord è il peggior posto al mondo in cui essere cristiani. Ai bambini viene insegnato fin da piccoli di onorare le tre generazioni della famiglia Kim (Kim Il-sung, Kim Jong-il e Kim Jong-un) che hanno governato con il pugno di ferro la Repubblica Popolare Democratica di Corea fin dalla sua fondazione nel 1948.
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