
Ora la proposta è in campo. L’ha fatta il presidente francese, Emmanuel Macron, si tratta di costruire la nuova “deterrenza avanzata” nucleare europea. Otto paesi, a partire da Gran Bretagna e Germania, hanno già detto sì. Resta da capire che cosa si celi realmente dietro il rimpiattino ricominciato in Italia. Politici un po’ pusillanimi – a destra come a sinistra -, analisti dell’ultima ora, giornalisti sedotti dal “dispotismo orientale” e europeisti a intermittenza fanno a gara per smarcarsi. Quale sarà la risposta effettiva da parte dei sostenitori a parole del ruolo del Vecchio Continente nell’inedito panorama strategico globale e di coloro che continuano stancamente a ripetere che l’Europa non tocca palla?
de Gaulle
Già nel 1963 il generale de Gaulle sosteneva: “Nessuno può dire se, dove, quando, come o in che misura le armi nucleari americane verrebbero utilizzate per difendere l’Europa”. Ma in qualche modo per una tacita intesa tutti in Europa si sentivano protetti dall’ “ombrello nucleare” americano. In un discorso storico, dalla base navale dei sottomarini lanciamissili balistici nucleari francesi di Île Longue in Bretagna, Macron ha annunciato un incremento delle testate nucleari e l’attuazione di una strategia di “deterrenza avanzata”. Una Francia “determinata, libera e fiduciosa” è pronta a fare pienamente la sua parte, insieme ad altri otto paesi dell’Europa presentati come “partner strategici”.
Passo
La deterrenza nucleare francese compie un passo importante verso l’Europa. Agli attuali quattro sottomarini che costituiscono la componente oceanica del deterrente nucleare francese: Le Triomphant , Le Téméraire, Le Vigilant e Le Terrible, si affiancherà nel 2036 il nuovo moderno sommergibile battezzato L’Invincible. Primo esemplare della nuova classe SSBN 3G dotata di 16 tubi di lancio e di una versione migliorata del missile balistico M51, capace di contenere fino a dieci testate nucleari, ciascuna con una traiettoria indipendente. Anche il numero di testate nucleari francesi aumenterà rispetto all’attuale livello di circa 300. In un discorso di 50 minuti, meticolosamente elaborato, Macron ha sottolineato la cooperazione e la solidarietà con sette paesi dell’Unione Europea e il Regno Unito, dando ai partner l’opportunità di unirsi a esercitazioni di deterrenza nucleare e di partecipare a operazioni convenzionali. “Il mondo si sta indurendo e gli eventi recenti lo hanno dimostrato ancora una volta” e quindi in un momento in cui le certezze e le tradizionali alleanze vacillano e nel quale “gli avversari si fanno più audaci – ha rimarcato Macron -, la deterrenza è e deve restare un principio inviolabile”.
Caccia
Germania, Regno Unito, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Svezia e Danimarca “hanno accettato” di partecipare alla proposta dalla Francia. “Così come i nostri sottomarini strategici si disperdono naturalmente negli oceani, garantendo una capacità di attacco permanente, le nostre forze aeree strategiche – ha spiegato Macron – saranno in grado di diffondersi in profondità nel continente europeo, come un arcipelago di forze, che complicherà i calcoli degli avversari e rafforzerà la difesa” del Continente. I partner europei condivideranno anche lo sviluppo di capacità “ausiliarie”: sistemi di allarme spaziali, difesa aerea contro droni e missili, nuovi missili a lungo raggio. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha segnalato: “Ci stiamo armando con i nostri amici, affinché i nostri nemici non osino attaccarci”. Nelle scorse settimane, il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, non aveva escluso che caccia tedeschi possano trasportare armi nucleari francesi e britanniche.
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