
Donald Trump dà il via libera alla proposta di un cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran, mediata dal Pakistan, a condizione che “la Repubblica Islamica acconsenta all’apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz”. La tregua è arrivata poco più di un’ora prima della scadenza dell’ultimatum fissato da Trump entro il quale l’Iran avrebbe dovuto raggiungere un accordo oppure “un’intera civiltà sarebbe morta”.
Obiettivi
Sul suo social Truth, il tycoon afferma: “Si tratterà di un cessate il fuoco bilaterale”, poiché “abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo a buon punto con un accordo definitivo riguardante la pace a lungo termine con l’Iran e la pace in Medio Oriente. Abbiamo ricevuto una proposta in 10 punti dall’Iran e riteniamo che sia una base praticabile su cui negoziare” e “un periodo di due settimane consentirà di finalizzare e portare a compimento l’accordo. È un onore vedere questo problema di lunga data vicino alla soluzione”. E poi in un secondo post: “Una grande giornata per la pace mondiale. L’Iran ne ha abbastanza e così anche tutti gli altri. Gli Stati Uniti d’America aiuteranno a gestire il traffico nello Stretto. Si guadagneranno molti soldi e l’Iran potrà iniziare il processo di ricostruzione. Faremo rifornimento di ogni genere di provviste e resteremo lì a ‘aspettare’, per assicurarci che tutto vada bene. Sono fiducioso che questa potrebbe essere l’età dell’oro del Medio Oriente”. Insomma da angelo sterminatore a Babbo Natale, Trump è sempre pronto a recitare ogni ruolo in commedia.
Impresa
Sta di fatto che il tycoon è riuscito nell’impresa, che ha dell’incredibile, di ‘umanizzare’ uno dei regimi più spaventosi e sanguinari della storia. Dal canto suo Teheran canta vittoria e rivendica, nonostante l’obiettiva prostrazione del paese, il successo del suo piano in dieci punti. Israele, cobelligerante degli USA, sostiene la decisione di Trump di sospendere gli attacchi, ma precisa che il cessate il fuoco “non include il Libano”. Il Pakistan ha invitato entrambe le parti a colloqui a Islamabad per venerdì. All’annuncio del cessate il fuoco i prezzi del petrolio sono crollati drasticamente sotto i 100 dollari al barile. Si tratterà ora di vedere come si comporterà la speculazione che ha attraversato l’intero globo e che ha imposto aumenti dei prezzi e determinato un balzo dell’inflazione inquietante.
Segno
Singolare, infine, la presenza sul soglio pontificio di un Papa Leone. Oggi, a mostrare l’alta autorità morale dei pontefici, è stato Papa Leone XIV, l’americano Robert Francis Prevost, che nella serata di martedì con un intervento potente aveva affermato: “C’è stata anche questa minaccia contro tutto il popolo dell’Iran e questo veramente non è accettabile. Tutti gli attacchi alle infrastrutture civili sono contro il diritto internazionale, ma sono anche un segno dell’odio, della divisione, della distruzione di cui l’essere umano è capace”. Quasi 1600 anni fa, nel 452, fu Papa Leone I Magno, a dissuadere il terribile conquistatore, il re unno Attila, dal procedere nella sua avanzata contro Roma, alla vigilia della successiva rapida disintegrazione dell’Impero romano d’Occidente.
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