
Giorgia Meloni arriva in Parlamento dopo la cocente sconfitta del suo governo nel referendum sulla giustizia e mentre il mondo è sconvolto dalla guerra di Trump in Iran. “Ci siamo presi l’impegno di governare questa nazione per cinque anni, ed è quello che faremo”, dice la presidente del Consiglio, che a muso duro risponde a quello che definisce: “fango, che certa opposizione disperata continua a gettare”. Una sfida diretta alla leader del Partito democratico, Elly Schlein, che raccoglie: “Lei ci sfida, ma le do una notizia: l’avete già persa quella sfida, perché avete sfidato la Costituzione e il popolo sovrano vi ha battuto nelle urne. Si vede che avete molta voglia di tornare all’opposizione. Non vi preoccupate, vi accontenteremo”.
Cartolina
La segretaria dem incalza: “Se non è troppo impegnata con gli scandali ogni giorno dei suoi ministri, vorrei mandarle una cartolina dal Paese reale. Se noi andiamo a vedere come stanno oggi gli italiani, non ce n’è uno che può dire di stare meglio di prima”. Schlein segnala: “La sua incoerenza è sotto gli occhi di tutti gli italiani. Che occasione storica ha sprecato di cambiare questo paese: avevate i numeri per cambiare tutto e non avete fatto nulla per cambiare in meglio la vita degli italiani. La sua propaganda ha sbattuto forte contro la realtà di quei 15 milioni di elettori che hanno detto ‘no’ per difendere la Costituzione, perché in questi quattro anni ogni vostra scelta è andata nella direzione opposta a quella di attuare pienamente la nostra Costituzione”.
Futuro
L’elenco dei fallimenti del governo di centrodestra è lungo: dagli gli stipendi reali che si sono abbassati al lavoro povero che dilaga, dalla crescita zero alle tasse record da 12 anni, dalle bollette più care d’Europa ai tanti italiani che rinunciano a curarsi per i costi della sanità, alla cultura resa “un terreno di caccia per poltrone su cui piazzare i fedelissimi”. Non ultima la politica estera. Il ruolo dell’Italia nel mondo sconvolto da Trump e in Europa: “Trump – ha ricordato Schlein – ha minacciato di morte un’intera civiltà. È lo stesso uomo per cui lei ha proposto il Nobel per la pace. Nessuno vuole rinunciare alla relazione con gli Stati Uniti, ma si sta a testa alta: dicendogli che sbaglia. Dicendo a lui, come a Netanyahu, che si devono fermare”. Le segretaria Pd prende in mano il futuro: “Non si preoccupi, toccherà a noi” cambiare “tutto questo. Toccherà a noi costruire l’alternativa con gli alleati e tra le persone e riuscire finalmente ad attuare fino in fondo la Costituzione che avete provato a stravolgere”.
Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.
Imposta in20righe come fonte preferita