
Primarie importanti in California e democratici in direzione positiva. Per le regole elettorali del Golden State, i due candidati che ottengono il maggior numero di voti accedono alle elezioni di midterm di novembre, indipendentemente dall’appartenenza a un partito. Gli addetti ai lavori prevedono tempi lunghi, forse anche più di una settimana, per conoscere l’esito definitivo delle primarie del 2 giugno. Ma le tendenze che emergono confermano il vento positivo per i dem, che dopo la ridefinizione dei distretti elettorali californiani potrebbero ottenere cinque seggi aggiuntivi alla Camera dei rappresentanti.
Controllo
Elemento determinante nella lotta per il controllo del Congresso e per imporre eventualmente al presidente Trump la condizione di ‘anatra zoppa’ negli ultimi due anni di mandato. Significativo anche lo scrutinio per il ruolo di governatore, per sostituire l’uscente Gavin Newsom, che non può ricandidarsi per raggiunto limite di mandati e possibile candidato democratico per le presidenziali del 2028. La California, a partire dal colossale settore tecnologico della Silicon Valley, rappresenta da sola la quarta economia a livello mondiale davanti al Giappone, con un PIL che ha raggiunto i 4.100 miliardi di dollari. In casa dem la scelta del prossimo governatore del più grande stato USA, ha visto la rinuncia di Kamala Harris e poi il ritiro di colui che sembrava il favorito, Eric Swalwell, per accuse di molestie sessuali. Alla fine per la poltrona di governatore a Sacrameento dovrebbero correre il conduttore televisivo anglo-americano volto di Fox News, Steve Hilton, appoggiato da Trump, e l’ex segretario alla Sanità dell’amministrazione Biden, Xavier Becerra di origini messicane. Staccato il miliardario populista Steyer, vicino al senatore Bernie Sanders, che ha investito più di 213 milioni di dollari nella campagna elettorale.
L.A.
Becerra punta sulla sua lunga esperienza politica e sulla credibilità, con la promessa di contrastare le politiche di Trump. Altro appuntamento chiave a novembre la sfida per il ruolo di sindaco di Los Angeles, dove favorita appare l’uscente Karen Bass. Ancora incerto lo sfidante che potrebbe essere la sua collega democratica, la consigliera comunale Nithya Raman, paragonata al sindaco di New York Zohran Mamdani e anche lei esponente dei Democratic Socialists of America. Oppure in gara potrebbe entrare il repubblicano e star dei reality show, Spencer Pratt, naturalmente appoggiato da Trump. Decisive per la vittoria le proposte sulla crisi degli alloggi, la situazione dei senzatetto e l’emergenza incendi, mentre L.A. si prepara a ospitare le Olimpiadi del 2028.
Nancy Pelosi
Tra i motivi di interesse tra i democratici la vera e propria sfida generazionale tra la vecchia guardia e i candidati che promettono volti nuovi per il futuro. Per il seggio dell’undicesimo distretto congressuale della California a San Francisco, dove per quasi quarant’anni è stata eletta Nancy Pelosi, il senatore statale Scott Wiener concorrerà contro la collega di partito, la consigliera comunale di San Francisco Connie Chan. Wiener, considerato un progressista, è generalmente ritenuto più moderato rispetto a Chan, esponente progressista che ha guadagnato l’appoggio di Pelosi.
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