
Il generale Roberto Vannacci riempie le piazze, per i sondaggi ha spiccato il volo. Sarebbe intorno al 7%. Potrebbe addirittura arrivare in doppia cifra, ma anche se scendesse di qualche punto una cosa appare certa. Il centrodestra con lui potrebbe vincere senza perde di sicuro.
Ed i più preoccupati dovrebbero essere gli alleati della Meloni. In caso di sconfitta alle elezioni per Salvini addio sogni sul ponte e soprattutto sul ritorno al Viminale e per Tajani addio agli Esteri ed all’incoffessato sogno Quirinale. Proprio per questa sua aspirazione viene sempre bollato da Dagospia come l’ex monarchico. Tale era in gioventù.
C’è di più entrambi verrebbero irrimediabilmente spazzati via dalla politica che conta, l’unica a sopravvivere anche in caso di sconfitta sarebbe la premier, che potrebbe comunque probabilmente contare sul partito più votato. Sarebbe pronta ad affrontare la lunga attraversata nel deserto a capo dell’opposizione.
Vannacci intanto a Milano candida un altro ex militare, già generale dei carabinieri, paracadutista, Carmelo Burgio. “Lui saprebbe come rastrellare Rodorego”, la presentazione del leader di Futuro Nazionale.
A Milano, come negli atri grandi comuni chiamati al voto nella prossima primavera e’ previsto il ballottaggio in caso in cui nessun candidato superi la soglia del 50%. Quindi eventuali accordi potrebbe avvenire per un possibile secondo turno.
Ma non sarà così alle politiche, le coalizioni dovranno essere decise prima e se passerà la nuova legge elettorale chi vincerà, sempre se avrà ottenuto più del 42%, si prenderà pure il premio di maggioranza.
Vannacci dunque, abile a tenere le carte coperte, decisivo.
Intervistato da Alessandro Sallusti, al Caffè della Versiliana, alla precisa domanda “Si presenterà alle elezioni con il centrodestra o andrà per conto suo rischiando di consegnare il paese alle sinistre il paese?”, ha risposto – come scrive lo stesso Sallusti più che da generale da Sibilla Cumana, enigmatica ed ambigua che si presta a più interpretazioni.
Famosa la profezia della Sibilla ad un soldato “Ibi redibis non morieris in bello” cioè “Andrai ritornerai non morirai in guerra “, dove una virgola sposta tutto.
”Sono uno che le porte non le chiude mai a nessuno”, le parole di Vannacci. Al punto che sorge il dubbio che alla fine non sarà lui a decidere se entrare nel centrodestra ma l’inverso cioè se il centrodestra vorrà accoglierlo.
Al momento la partita rimane aperta e nessuno dei giocatori se la sente di prendersi la responsabilità di scelte decisive.
Quella tra Vannacci e il centrodestra, al netto della propaganda reciproca, al momento, e’ una partita a poker.
Ma i tempi non sono maturi, bisognerà attendere l’ultimo tratto.
Del resto almeno su questo punto Vannacci è stato chiaro “Alleanze? Si decidono sotto elezioni”.
La politica ha bisogno dei suoi tempi…
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