
Riconvocati per le 12 di oggi. Per i leader europei impegnati a costruire il Recovery Fund post Covid si preannuncia un appuntamento molto caldo. C’è da superare l’ostinato catenaccio dell’Olanda e del suo premier, Mark Rutte, che finora ha respinto ogni mediazione. I 27 sono in “stallo”, come ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e non trovano l’accordo sulle misure di stimolo all’economia dopo la pandemia e sul budget dell’Unione per i prossimi anni.
Nuova bozza
È prevista una nuova bozza di accordo da parte del presidente del Consiglio europeo, il belga Charles Michel, dopo che un primo tentativo si era infranto sugli scogli della riottosità dei “Frugal Four”, Olanda appunto e poi Austria, Danimarca e Svezia. Al centro del confronto le dimensioni e la governance del pacchetto di recupero per superare la crisi. I “frugali” pretendono una riduzione delle dimensioni del fondo e, in particolare, della quota a fondo perduto. Ma premono anche perché gli aiuti siano accompagnati da condizioni rigorose, per garantire che i paesi più fortemente indebitati effettuino effettivamente le riforme. Michel aveva ipotizzato un “freno di emergenza” sull’erogazione dei fondi, ma Rutte vuole un più determinante diritto di veto.
Contrazione
La rigidità delle prese di posizione sembra far dimenticare che l’Europa tutta deve affrontare le conseguenze della peggiore recessione di sempre. Di fatto la grande maggioranza dei paesi ha bisogno di fondi in tempi veloci per far ripartire le economie. Secondo le ultime previsioni la contrazione complessiva delle economie dell’Ue per quest’anno dovrebbe toccare l’8,3% .
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