Quirinale, veramente e’ la elezione più importante di sempre?

0
Scuderie Quirinale mostra
(foto account FB Scuderie del Quirinale)

La prossima elezione del presidente da molti viene ritenuta la elezione la più importante di sempre. Sono da tempo in corso le manovre dei partiti per trovare un capo dello Stato che riesca a coprire il loro vuoto, da Draghi a Berlusconi, per passare a Casini e diversi altri. L’Italia però ne ha passate tante dall’immediato dopo guerra. Dove era ben più lacerata di oggi, ai non meno drammatici momenti cdel terrorismo. Dotazioni ben più pesanti che i vari De Nicola, Einaudi e Cossiga seppero risolvere. Anche se poi con Cossiga si fini’ in una sorta di psicodramma, per lo statista rimasto sempre condizionato dall’uccisione di Aldo Moro. C’è poi uno sfondo più strettamente contingente, c’è chi teme che la elezione del nuovo inquilino del Colle possa portare ad elezioni anticipate e per questo tifa contro Draghi. Chissà perché se l’attuale premier dovesse salire al Colle, le elezioni sarebbero più probabili rispetto ad un altro, e’ un po’ un mistero. C’è ancora chi spera che Mattarella resti. Poi ci sono i castelli fantasiosi della politica destinati a sfiorire in un giorno. Ma davvero ed e’ questa la domanda insistente e’ se sia la elezione più importante di sempre? E quella di Oscar Luigi Scalfaro che cambio all’inizio di Tangentopoli tutti gli schemi, e di fatto favori’ l’avvento della seconda Repubblica, non e’ da meno? Certo quella di febbraio è importante, perché cade dentro quella crisi di sistema che l’ex ministro socialista, Rino Formica, ha definito “una crisi di sistema”. Del resto già latente da molto tempo. Insomma la politica avrebbeperso il suo primato, questa è la tesi. Non è più decisiva, insegue gli umori. Tanto che si è dovuta affidare ad un tecnico, un esterno, ad oggi il maggior candidato per il Colle. Nel 1985, Ciriaco De Mita ed Alessandro Natta, rispettivamente segretari della Dc e del PCI, si misero d’accordo, su FranceSco Cossiga che venne eletto al primo colpo. Ma erano ancora gli anni del terrorismo. Ora servirebbe Una sorta di uomo forte, visto anche come di fatto nel corso degli anni è venuto a cambiare il ruolo del capo dello Stato. Non più un semplice notaio. Il Quirinale viene visto anche come una sorta di ciambella di salvataggio. Nessuno si propone direttamente, forse a parte di Berlusconi, che però vorrebbe un’ampia maggioranza. Poi ci sono le candidature possibili, buttare lì, sui giornali. Il Corriere della Sera a firma di Massimo Franco, include Casini, detto, “Pierfurbi”, tanto furbo da avere fatto il presidente della Camera con i voti del centrodestra, prima della sua stretta alleanza con il CAF di Forlani, Andreotti e Forlani, e di rimanere in Parlamente nelle liste del Pd, sempre desideroso di allargare i suoi confini. Casini ha anche detto di non temere i franchi tiratoti, forse perché è troppo furbo o forse perché non passerà mai sotto l’esame dei grandi elettori. Ma di amici ne ha sempre…