La guerra sull’uscio di casa. Putin ”folle” o lucido imperialista che vuole sfidare l’Europa, sull’onda emotiva

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(foto profilo Twitter President of Russia)

Una emergenza dietro l’altra, siamo passati senza riuscire nemmeno a tirare il fiato dal Covid alla guerra in Europa. E tutto parte prima dalla Cina, forse inconsapevolmente o forse meno, e poi dalla Russia di Putin con l’invasione dell’Ucraina. Vicende molto diverse tra loro, ma entrambe in grado si ridefinire la cartina del mondo. Due super potenze molto diverse tra loro. Una con lo sguardo a divenire la prima potenza economica al modo, l’altra tutta rivolta invece a riprendere il suo antico ruolo imperialista. Entrambe, se non proprio alleate, vicine, ognuna a difesa dei suoi suoi interessi. Con il risultato che dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin, ci ritroviamo con la guerra sull’uscio di casa. Molto si sta discutendo sulla figura dello Zar. Un pazzo folle ammaliato da un delirio di onnipotenza e magari pure minato da qualche male fisico o di cervello, oppure lucido imperialista, che ha preparato il suo piano da tempo prevedendo anche un’adeguata strategia? Prima mettendo via un tesoretto fin dai tempi dell’invasione della Crimea nel 2014, in vista si una nuova guerra e poi cercando di parare i colpi di previste sanzioni. Che pero’ sono andate ben olre le aspetttive con il blocco di turti i beni esterii e con il rublo che in un sol giprno e’ crollato del 30% con consegene chiusura della borsa. Ma c’e’ chi assicura che Putin era preparato anche a questo e che i fondi di riserva non erano tutti in occidente e xhe poi l cinesi sarebbero disposti a dare consistenti aiuti che ovviamente non saranno gratis, ne’ economicamente, ne’ politicamente. Ma se cosi fosse, che cosa vuole davvero lo Zar.? Riprendersi l’impero perduto ed un rivincita non tanto nei contronti degli Usa, quanto sull’Europa, comsiderata la vera causa di tutti i guai a partire dalla caduta del muro di Berlino? Ma davvero e’ immaginabile che pur con tutti i difetti logistici e forse con uomini non tutti preparati per un’invasione lampo, un esercito come quello di Mosca non riesca ad entrare a Kiev e rimanga in attesa per giorni con code di carri e blindati a pochi chilometri dalla città? I valorosi ucraini, con le loro mllizie in gran parte improvvisate, e mal armate difficilmente riuscirebbero a resistere a lungo contro i tagliagole ceceni, i primi ad essere mandati avanti dai russi per la battaglia corpo a corpo e cada per casa. Allora quale potrebbe essere la strategia gia di Putin? Fare saltare i nervi all’Europa sotto l’emotività di un reality di guerra, forse. Quando mai si e’ visto uno scenario bellico aenza comunicaionin immediatamente interrotte con tanto di internet e telefonini in piena funzione. L’Europa che si ritrova unita e che invia armi al suo nemico potrebbe essere per Putin quello di qualificare gli stati che partecipano all’operazione come im guerra con lui, con possibili conseguenze, od anche semplicemente a smascherare quelle che lo Zar ritiene solo una unita’ di facciata. Da mettere, se cosi fosse, alla prova dei fatti.

t ed invia armi al nemico

igo

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