Europa più debole. Johnson si dimette, Macron in difficoltà, Draghi instabile. Putin e Xi ringraziano…

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Cina
(foto Xinhua-Ju Peng)

Tutto l’Occidente e’ più debole, ma lo e’ ancora si più l’Europa divisa al suo interno e con le sue leadership traballanti. Boris Johnson si e’ dimesso travoltò dalle polemiche, Macron e’ in affanno e Draghi e’ instabile per le continue oscillazioni grilline. Un regalo a Putin e a Xi, che non perdono occasione per giocarsi le loro carte in questa che sta diventando una guerra di mondi. Tanto che lo Zar minaccia “Usa ed Europa provino a batterci”.

I CAMPI DI BATTAGLIA SI INCROCIANO. Kiev continua resistere come può, la sua sconfitta come era prevedibile, si avvicina inesorabile. Anche se Mosca sta pagando a caro prezzo la sua scelta di volere provare a scassare l’equilibrio globale, con l’intento di volere disegnare una nuova mappa geopolitica globale. I campi di battaglia diventano tanti e si mischiano tra loro. C’è il conflitto militare, ma ci sono anche le strategie economiche e finanziarie. Poi c’e’ la guerra più’ subdola, e’ la guerra per destabilizzare le democrazie. Ci si mette anche un rapporto allarmante firmato insieme da Fbi e M15, i servizi inglesi (cosa mai accaduta), sui progetti cinesi.

SPETTRO DI GUERRA SUBDOLA. Pechino starebbe organizzare una campagna per influenzare le democrazie con hacker e spie in vista della conquista di Taiwan. I cinesi intendono preparare nel modo a loro più favorevole il terreno politico ed economico in vista di una prossima escalation. Pechino vuole ingraziarsi leadership e opinione pubblica in un Occidente che pensa agli sgoccioli. Non sfugge ai cinesi e ai russi quella vecchia abitudini di un Occidente pronto a rinnegare se stesso. Come principio di tutti i mali.

FINE DEL TABU’ DELLA SOSPENSIONE DELLE BEGHE INTERNE CON LA GUERRA. La caduta di Boris Johnson , il genio bugiardo, che provo’ a farsi Churchill, ed invece finisce, come detto da lui stesso, ”frenato dal gregge” e battuto dai poteri forti, The Establishment britannico, rompe il tabù che la guerra dovesse imporre la sospensione delle lotte politiche interne. E’ caduto un governo di quelli pesanti ed in prima linea nella difesa dell’Ucraina, e questo apre nuovi scenari. Nello stesso tempo Macron in Francia si trova ad affrontare problemi sociali e politici, con i suoi avversari, che magari non tifano Mosca o Pechino, ma che sono pronti a cavalcare qualsiasi rivolta. Anche Roma non sta meglio, con Draghi sempre alle prese con il pendolo grillino. A Berlino poi c’e’ un cancelliere che sembra non essere ne’ carne, ne’ pesce. Il tutto con un sfondo quantomeno preoccupante, La fame, la disoccupazione, l’inflazione, il costo della vita, gli approvvigionamenti energetici, sono tutti elementi pronti a corrodere la sicurezza delle democrazie liberali.

COME FINIRA’? La storia non si scrive mai prima. Ma certi segnali devono, come accaduto positivamente nel passato, essere colti. L’Europa sta arrivando alla deriva, con un equipaggio sconquassato, ad appuntamenti importanti, decisivi per gli assetti mondiali. E’ solo l’inizio e la speranza e’ che prevalga la voglia di ritrovarsi per cambiare rotta. E per fare capire la vera forza della democrazia che spesso si esprime al suo massimo proprio quando e’ in crisi od addirittura vede in pericolo la sua sopravvivenza. Quello che e’ certo però è che intanto Putin e Xi-Jinping brindano.

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