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venerdì, 9 Dicembre 2022

Alimentazione 2.O: sostenibilità e personalizzazione per la dieta del futuro. Le proposte del congresso della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione-SISA

Una sana alimentazione come ancora di salvataggio per la salute dell’uomo e del Pianeta. È il messaggio del XX congresso della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione–SISA, svoltosi a Roma presso l’Università La Sapienza. Titolo delle assise: “Alimentazione 2.O: Sostenibilità, Personalizzazione, Precisione”. Un’alimentazione sana è fondamentale per allontanare il rischio di patologie e aiuta anche a mantenere sostenibile l’ambiente in cui viviamo. In questo quadro la dieta mediterranea, ricca di prodotti del ‘made in Italy’, resta la favorita, in collegamento ai principi della piramide degli alimenti.

A braccetto

“Troppe calorie, un eccessivo consumo di carne, oltre alla sedentarietà, espongono a obesità, diabete, ipertensione”. Ma anche a “insulino-resistenza, malattie cardiovascolari e cancro”, ricorda il professor Andrea Ghiselli, presidente SISA. Effetti che si ripercuotono pure sull’ambiente. “Un elevato consumo di carne rossa e un elevato apporto calorico provocano l’aumento dei gas serra, perdita di suolo, spreco di acqua”. Insomma, la salute dell’uomo e quella del Pianeta viaggiano a braccetto anche a tavola. Ghiselli sottolinea: “C’è sempre maggiore evidenza che la somma del carico di malattie dovute a un’alimentazione non equilibrata, al consumo di alcol e alla mancanza di attività fisica, sia uguale al carico di malattia provocato ogni anno dal fumo”.

Carne

In Italia il consumo di carne rossa e di carne processata (salumi) costituisce la seconda e la terza causa di carico di malattia da determinanti alimentari. Si calcola che nel 2050 la popolazione mondiale arriverà a quasi 10 miliardi di persone. Dati che impongono riflessioni in rapporto alle risorse disponibili e al consumo di cibo da parte di ciascun individuo. La professoressa Silvia Migliaccio, segretaria SISA, evidenzia: “Nei paesi sviluppati sono in crescita la popolazione sovrappeso e quella affetta da obesità”. È indispensabile un cambio dei comportamenti, che ha cominciato ad avviarsi sebbene con “un processo ancora confuso”.

Flexitariana

Un esempio viene dalla dieta cosiddetta “flexitariana”, flessibile e vegetariana all’80%, con un consumo occasionale di carne, pesce, latte e uova. La nuova attenzione per gli alimenti di origine vegetale rischia tuttavia di evolversi verso alimenti ultra processati, come dimostrano hamburger o wurstel fatti con legumi o verdure. Secondo la professoressa Migliaccio: “L’industrializzazione non è necessariamente un male”. Ad esempio permette di “poter contare su legumi in scatola o insalata in busta”, avendoli a disposizione in modo semplice nelle diverse occasioni. Per gli specialisti di Scienze dell’Alimentazione resta decisiva, “per la tutela della salute individuale, una dieta personalizzata”. Capace di tener conto “dei biomarcatori che indicano in ciascun individuo i punti su cui l’alimentazione può intervenire positivamente”. Obiettivo, prevenire possibili patologie a seconda dell’età e delle caratteristiche della persona.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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