
Il governo Meloni sta prendendo forma con il passare dei giorni, in vista dell’incarico che verra’ dato da Mattarella dopo la elezione dei nuovi presidenti delle Camere. Rispetto al due Calderoli-Tajani sta prendendo quota nelle ultime ore un’altra accoppiata quella La Russa di FdI al Senato e del leghista Molinari alla Camera.
TAJANi AGLI ESTERI. Sarebbe proprio la volontà di avere Antonio Tajani come ministro degli Esteri a fare rinunciare a FI la presidenza di una delle Camere. Questo per lasciare un ruolo politico a Tajani che diventerebbe anche il capo delegazione del suo partito al governo oltre a quello di essere nella su qualità di responsabile della Farnesina vicepremier.
URSO, AGLI ESETRI, PIANTEDOSI AL VIMINALE. Alla Difesa andrebbe un fedelissimo della Meloni, Urso mentre al Viminale la scelta finirebbe per ricadere sul prefetto Piantedosi. Per l’Economia continua la ricerca di un tecnico di alto profilo anche se e’ spuntato il nome del leghista Giorgetti. Soluzione che pero’ non sembra convincere soprattutto il Capo dello Stato. Alla Giustizia sempre più forte la candidatura di Nordio, mentre Salvini potrebbe andare all’Agricoltura oppure alle Infrastrutture. L’ex consigliere di Rai pubblicità Giampaolo Rossi è accreditato per assumere l’incarico di ministro dei Beni Culturali. Ancora da sciogliere il nodo per il sottosegretario alla Presidenza, in una gara a due tra Fazzolari e Crosetto.
GRANA RONZULLI CON BERLUSCONI IRRITATO ”GIORGIA ARROGANTE”. SANITÀ A RASI. A tenere banco nelle polemiche del centrodestra dopo la richiesta di Salvini del Viminale, poi pare superata, e’ quella della Ronzulli, l’ex infermiera diventata strettissima collaboratrice di Berlusconi, che avrebbe voluto la Sanità. Che pare invece vada a Guido Rasi, ex direttore dell’Ema. Per la protetta del Cav un altro ministero, forse senza portafoglio. Berlusconi con i suoi si e’ anche lamentato del modo di fare della Meloni, proprio a proposito della sua candidatura della Ronzulli, “Giorgia arrogante”. Cose che in famiglia capitano soprattutto quando a scontrarsi sono nonno e nipote. Il progenitore non vorrebbe mai essere contraddetto….Per il ministero della Transizione la scelta ricadrebbe su Antonio D’Amico, L’ex numero uno di Confindustria. Per il Lavoro si parla di un tecnico di area meloniana, Maurizio Leo.
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