Carnevale: Santhià e Borgosesia in maschera, in Piemonte due appuntamenti tra divertimento e prelibatezze

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Santhià
(foto profilo FB Fuoriporta)

In Piemonte, in provincia di Vercelli, il Carnevale che non ti aspetti. Due tradizionali mega festeggiamenti si tengono a Santhià, crocevia con la provincia di Biella e la città metropolitana di Torino, e a Borgosesia, il centro abitato più popoloso della Valsesia. A Santhià il carnevale è storico, con maschere, carri, veglioni e non solo. Imperdibile, in particolare, la colossale “Fagiuolata”, con 150 caldaie di rame issate sui trespoli nella piazza del Mercato, la mattina del lunedì di Carnevale, quest’anno il 20 febbraio.

Pifferi e Tamburi

Già all’alba i componenti del corpo Pifferi e Tamburi provvedono alla sveglia delle autorità carnevalesche addette all’accensione dei fuochi delle monumentali cucine da campo. Da mezzogiorno, al segno di un doppio sparo di fucile, 300 camerieri, sotto la guida dei “capi-palina”, distribuiranno oltre 20mila razioni di fagioli. Quello di Santhià è il più antico Carnevale documentato del Piemonte. A partire dal giorno dell’Epifania, la città è impegnata ogni sabato e domenica nello svolgimento delle “Pule”, la tradizionale questua che va a costituire il patrimonio per l’organizzazione del Carnevale stesso. Sabato 4 Febbraio è il giorno dell’antico rito della “Salamada” una sfilata con maschere raffiguranti i maiali, che un tempo sfilavano per davvero indirizzati al macello.

Gianduja

A San Valentino si svolge Gran Galà delle Maschere. Vengono presentate le storiche maschere di Stevulin d’la Plisera e di Majutin dal Pampardù, giovani sposi che durante gli ultimi giorni di Carnevale diventano i padroni della città, dopo aver ricevuto le chiavi dal sindaco. Domenica 19 febbraio è attesa la sfilata lungo le vie cittadine con le maschere, i gruppi e le bande per accogliere l’arrivo di Gianduja, la nota maschera piemontese, di cui a Santhià esiste un’antica statua, alla quale i cittadini sono molto legati. In programma anche il primo dei Giri di Gala con i grandi carri dei maestri cartapestai e i fantasmagorici gruppi mascherati. I festeggiamenti si chiudono la sera di Martedì grasso in piazza Maggiore con il “Rogo del Babàciu” e le danze sulle note di una una ‘monferrina’ sfrenata.

Trippa

A pochi chilometri di distanza un’altra cittadina fa festa. A Borgosesia al carnevale ci si lavora tutto l’anno. Anche perché un particolare lo rende unico: nel primo giorno di Quaresima, proprio quando gli altri carnevali italiani chiudono i battenti, si vive il momento culminante, il “Mercu Scurot”. La manifestazione ha preso il via domenica 29 gennaio con il ritorno di sua maestà “Peru Magunella”, la maschera regnante della tradizione borgosesiana. Il tutto mentre viene distribuita la “Gran Busecca”, il caratteristico piatto carnevalesco fatto di brodo di verdure e trippa.

Palio

Da quel momento è tutto un susseguirsi di sfilate, musica, balli e appuntamenti. Come il “Corso Mascherato” di domenica 7 febbraio, con l’attesa assegnazione del Palio al miglior carro tra quelli dei sei dei Rioni cittadini in gara. Oppure il “Gran galà del saba gras”, il veglionissimo in bianco e nero, di sabato 18 febbraio. Infine, mercoledì 22, Borgosesia vivrà la più antica giornata del suo Carnevale: la 170esima edizione del Mercu Scurot. Un lungo corteo inscena allegoricamente il funerale della festa. Svegliati dalle note della banda cittadina, i ‘cilindrati’ indosseranno l’abito della festa – frac, un grosso farfallino bianco , cilindro e mantella – e dopo un pranzo pantagruelico scorteranno la maschera del Peru Magunella fino al rogo, che segna il termine del suo regno carnevalesco.

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