Bullismo, 1 studente su 3 ne è stato vittima. L’empatia come prevenzione

0
scuola
(foto Wokandapix da Pixabay)

Oggi è la Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo. Istituita nel 2017 su iniziativa del MIUR, questa data rappresenta un’occasione importante per riflettere su un fenomeno molto diffuso e difficile da estirpare.

Le statistiche sono allarmanti. Nel mondo, sono oltre 246 milioni i bambini e gli adolescenti che subiscono ogni anno qualche forma di violenza a scuola o episodi di bullismo. Secondo le Nazioni Unite, uno studente su 3, tra i 13 e i 15 anni, ne è stato vittima almeno una volta nella vita. Anche l’ISTAT ha svolto delle indagini su questi fenomeni rilevando che, nella fascia d’età compresa tra gli 11 e i 17 anni, quasi 1 adolescente italiano su 5 (19,8%) abbia subìto atti di bullismo una o più volte al mese. Un dato, questo, in linea con quanto registrato da ELISA, il progetto di prevenzione al bullismo e al cyberbullismo promosso dal Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con l’Università di Firenze. Dagli studi condotti dalla piattaforma ELISA durante l’anno scolastico 2020-2021 è emerso che il 22,3% degli studenti delle scuole superiori sia stato vittima di bullismo in classe e l’8,4% di cyberbullismo. Si attesta, invece, sul 18,2% la percentuale di coloro che hanno assunto comportamenti di bullismo e violenza nei confronti dei compagni e sul 7% quella di coloro che hanno perpetrato azioni di cyberbullismo.

Ancora più allarmanti risultano essere i dati diffusi ad inizio febbraio dal MOIGE, il Movimento Italiano Genitori, secondo cui più della metà (54%) dei minori in Italia ha subito prepotenze nella vita reale e quasi 1 su 3 (31%) è stato vittima di cyberbullismo.

In occasione della Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo, la Dott.ssa Valeria Fiorenza Perris, Psicoterapeuta e Clinical Director del servizio di psicologia online Unobravo, spiega come l’educazione all’empatia possa contribuire a prevenire e a contrastare efficacemente il fenomeno del bullismo.

Come contrastare in modo efficace questo fenomeno? “Il bullismo può essere affrontato con azioni sinergiche in grado di avere un impatto sul fenomeno quando si verifica, ma anche di prevenirlo. Molto importante è anche la capacità di ascolto di genitori e docenti. Famiglie e insegnanti dovrebbero dimostrarsi ricettivi e non sottovalutare mai i segnali e le manifestazioni di disagio inviati da bambini e ragazzi, come il rifiuto di andare a scuola, il calo del rendimento, la tendenza all’isolamento o i disturbi psicosomatici. Se non identificato e arginato per tempo, il bullismo può avere conseguenze sull’individuo, anche molto serie e con possibili ripercussioni anche durante l’età adulta. Può portare alla manifestazione di ansia, insicurezza e bassa autostima e, nei casi più gravi, anche all’insorgere di disturbi da stress post traumatico, depressione e autolesionismo. Negli adolescenti, poi, una conseguenza può essere lo sviluppo della sindrome dell’Hikikomori, l’isolamento volontario dalle dinamiche sociali che causano disagio”, ha commentato la Dott.ssa Valeria Fiorenza Perris.

Numerosi studi sulla correlazione tra empatia e bullismo hanno riscontrato come la capacità di provare empatia possa contribuire all’organizzazione delle condotte sociali e a modulare le caratteristiche delle relazioni interpersonali. L’empatia e la sensibilità verso il prossimo porterebbero, infatti, gli individui a moderare i comportamenti aggressivi e violenti e ad andare in soccorso dell’altro in caso di difficoltà.

È possibile imparare l’empatia? “‍La risposta è sì. Ciascun individuo, durante il proprio processo di crescita, si sviluppa lungo un continuum, verso forme di empatia sempre più evolute. Sebbene l’empatia sia una capacità innata, verso cui siamo tutti predisposti fin dalla nascita, il suo sviluppo è profondamente influenzato dal nostro vissuto e dall’ambiente che ci circonda. Per questo è fondamentale promuovere un ambiente empatico ed educare con l’esempio i giovani all’empatia, a casa come a scuola. L’educazione emotiva, da cui non può certo prescindere l’empatia, è la base per uno sviluppo sano dell’individuo e delle sue capacità relazionali e un efficace antidoto a qualsiasi forma di violenza e bullismo”, ha affermato la psicoterapeuta.

Gli adulti di riferimento rivestono un ruolo chiave nella lotta al bullismo. Oltre a promuovere un ambiente non violento e inclusivo, genitori e insegnanti devono stare all’erta e intervenire prontamente in caso di situazioni di difficoltà. In quest’ottica, può essere proficuo richiedere il supporto di un esperto, con cui intraprendere un percorso di terapia psicologica. La psicoterapia può rivolgersi ad entrambi, sia alla vittima che al bullo. Attraverso un percorso mirato, lo psicologo andrà ad affiancare il ragazzo per aiutarlo a comprendere le cause degli atti di bullismo ed affrontarne le conseguenze. Ricevere supporto psicologico può risultare molto utile anche per quei genitori che vorrebbero aiutare il proprio figlio o che si chiedono come agire in caso di bullismo a scuola.

Exit mobile version