Social: pericoli in crescita. Crepet, urgente tutelare i minori. Il 25 maggio “Privacy Day Forum” di Federprivacy

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Federprivacy
(foto Dalila Dalprat su pexels.com)

L’utilizzo indiscriminato dei social espone, spesso inconsapevolmente, a seri pericoli. Furto d’identità, cyberbullismo e fenomeni che fomentano odio e discriminazioni sono all’ordine del giorno. L’allarme, avverte lo psichiatra Paolo Crepet, riguarda soprattutto i minori. Per analizzare il fenomeno Federprivacy sta preparando, per il prossimo 25 maggio, il “Privacy Day Forum”. Secondo un rapporto dei CDC (Centers for Disease Control and Prevention) negli Stati Uniti quasi il 30% delle adolescenti statunitensi ha preso seriamente in considerazione il tentativo di suicidio. E in Italia i dati forniti dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù segnalano un aumento del 75% dei tentativi di suicidio tra i giovanissimi nel periodo della pandemia.

Sensibilizzazione

Nonostante le campagne di sensibilizzazione per incoraggiare all’uso responsabile dei social network e per proteggere la privacy nelle relazioni online, la maggior parte delle persone, soprattutto i giovani, continuano spensieratamente a sbandierare online selfie e informazioni sulla propria sfera privata. Secondo Crepet “siamo arrivati all’apice degli effetti negativi di un uso incontrollato dei social. È ora di mettere un argine. I social in realtà dovrebbero chiamarsi ‘a-social’, visto che predicano assoluta solitudine”. Nelle scorse settimane il Garante per l’infanzia ha sollecitato il governo italiano “a trovare il coraggio di alzare a 16 anni”, dagli attuali 14, “l’età minima per il consenso al trattamento dei dati dei minorenni senza l’intervento dei genitori”.

Click

Per Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy, neanche l’innalzamento dell’età potrebbe essere una misura sufficiente per mettere pienamente al riparo i giovani. “In realtà – rimarca – quella con i social network è una battaglia impari. Essi si avvalgono di potenti mezzi di persuasione, che di fatto invogliano gli utenti a fornire con un semplice click i loro consensi”. Bernardi osserva: “Si tratta di decisioni dettate dall’impulso. E, se ci si prendesse tempo per riflettere, probabilmente non le si adotterebbe con la stessa facilità”. Come a suo tempo per le sigarette, una soluzione efficace potrebbe essere la visualizzazione di un “avviso sui concreti rischi che si corrono, prima di postare un contenuto sensibile”.

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