Ue: c’è l’accordo sul nuovo Patto di stabilità, sì dell’Italia

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(foto governo.it)

Sembrava si dovesse rimandare tutto al prossimo anno invece, smentendo le previsioni più pessimistiche, sono bastate tre ore di incontro in video conferenza tra i 27 ministri dell’Economia dell’Ue per arrivare ad un accordo capace di dare il ‘via libera’ al nuovo Patto di stabilità.

Una data storica secondo molti osservatori. Un’intesa quella raggiunta a Bruxelles che ha messo d’accordo i paesi cosiddetti frugali (come Olanda e Germania) e quelli a più alto debito (come l’Italia e la Francia) su una nuova governance finanziaria dell’Unione, ma anche un’intesa significativamente trainata da Germania e Francia cui hanno aderito via via tutti gli altri paesi, Italia compresa le cui perplessità – è un eufemismo – avevano perfino fatto pensare nei giorni scorsi ad un suo veto.

L’intesa, ha commentato soddisfatta la Commissione Ue guidata da Ursula von der Lyen, è costituita da nuove regole “realistiche ed equilibrate”. La presidenza spagnola dell’Ecofin ha annunciato che i ministri dell’economia hanno raggiunto un accordo sulla riforma della supervisione di bilancio, che “assicura stabilità e crescita con regole equilibrate, realistiche e adatte alle sfide attuali e future”.

Per il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha partecipato alla riunione Ecofin, nell’accordo “ci sono cose buone e cose meno buone ma il compromesso raggiunto è per noi sostenibile”.

Secondo le nuove regole di bilancio i paesi devono presentare i propri piani di bilancio quadriennali, con la possibilità di estendere il periodo di aggiustamento dei conti a 7 anni per consentire l’esecuzione di investimenti e riforme. “L’accordo sulle nuove regole fiscali è una notizia importante e positiva. Darà certezza ai mercati finanziari e rafforzerà la fiducia nelle economie europee” ha dichiarato la vicepremier e ministra dell’Economia spagnola Nadia Calvino.

Nel nuovo Patto di stabilità, le parole esatte di Giorgetti, “ci sono alcune cose positive e altre meno. L’Italia ha ottenuto però molto e soprattutto quello che sottoscriviamo è un accordo sostenibile per il nostro Paese volto da una parte a una realistica e graduale riduzione del debito mentre dall’altra guarda agli investimenti specialmente del Pnrr con spirito costruttivo”.

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