Corsa al litio: è caccia globale al metallo cruciale per le batterie delle auto elettriche. Russia e Cina in pole position in Bolivia

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Litio
(foto account FB Yacimientos de Litio Bolivianos)

Russia e Cina sono in pole position per l’accesso in Bolivia a una delle più grandi riserve di litio al mondo. L’approvvigionamento del metallo di color bianco argenteo, decisivo per la transizione energetica ecologica, sta diventando una questione non soltanto economica, ma geopolitica. L'”oro bianco” o “petrolio del 21° secolo” è fondamentale per la costruzione di batterie elettriche. Una delle materie prime strategiche per le filiere industriali automotive e per le gigafactories dove si costruiscono le auto elettriche.

Produzione

La produzione mondiale di litio ha raggiunto nel 2023 circa 130 mila tonnellate e si prevede che nel 2030 la domanda globale supererà i 2,4 milioni di tonnellate. Per esempio in Europa il Green Deal ha fissato lo stop alla vendita di auto con motore endotermico a partire dal 2035. E così tutti vogliono il litio, tutti lo cercano. Il principale produttore è oggi l’Australia, che da sola fornisce quasi la metà di tutta la produzione mondiale. In America latina stanno emergendo Cile, Argentina e Bolivia. C’è poi la Cina, decisiva non solo come produttore, ma soprattutto capace di acquisire grazie a importanti e lungimiranti investimenti, un ruolo chiave nella catena di fornitura globale.

Ioni

Pechino ha oggi il primato mondiale nella produzione di batterie agli ioni di litio. La cinese Byd è diventata leader nelle vendite di veicoli elettrici, superando nell’ultimo trimestre del 2023 Tesla di Elon Musk. Byd, sostenuta dal noto investitore statunitense Warren Buffett, è azienda guida nel settore elettrico cinese e terzo produttore mondiale di batterie per auto elettriche. Recentemente ha puntato anche al mercato europeo, realizzando un impianto di produzione in Ungheria. Insomma, la concorrenza per il litio è dura e, parafrasando John Belushi, si può dire che i “duri” hanno cominciato a giocare. A muoversi con grande forza troviamo oltre alla Cina, la Russia.

Arce

Il gruppo russo Uranium One Group, unità della società nucleare statale russa Rosatom, ha stretto un accordo con il governo socialpopulista del presidente boliviano, Luis Arce, per un progetto pilota per la produzione di litio nel paese sudamericano. Un contratto milionario che, assieme agli accordi con le compagnie cinesi CITIC Guoan Group e Contemporary Amperex Technology CATL, dovrebbe nel medio termine aiutare La Paz a risolvere la sua crisi economica. I geologi presumono che la Bolivia abbia un potenziale di 23 milioni di tonnellate di litio, che la renderebbe uno dei Paesi con le riserve più grandi al mondo.

Accordi

Il ministro degli Idrocarburi e dell’energia della Bolivia, Franklin Molina, ha dichiarato alla Reuters: “Con questi accordi, il nostro Paese sarà in grado di produrre circa 100mila tonnellate metriche di carbonato di litio nel 2025”. La società statale boliviana Yacimientos de Litio Bolivianos (YLB) intende sviluppare importanti impianti di estrazione nelle saline di Uyuni, Coipasa, Pasto Grandes e Potosi. Nonostante il tempismo nel posizionamento delle società di Mosca e Pechino, il presidente Arce ha lasciato la porta aperta alla collaborazione ad altri partner dei BRICS, come il Brasile, ma anche all’Unione Europea.

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