Edilizia: Pelazzi (Argenta SOA), grande incertezza sul comparto delle costruzioni nel 2024. Il contributo del PNRR può rivelarsi decisivo

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Argenta
(foto di Nikguy da Pixabay)

Il settore dell’edilizia è “tra i più penalizzati dall’attuale contesto economico”. Chiude il 2023 con una dinamica negativa, che continuerà ad avere effetti anche nel 2024. È l’opinione di Giovanni Pelazzi, presidente di Argenta SOA, una delle principali società di certificazione delle aziende per la partecipazione alle gare pubbliche. Tuttavia, “gli investimenti infrastrutturali previsti dal PNRR potrebbero innescare una ripartenza del settore, ma solo nella seconda metà dell’anno”.

Flessione

Dopo aver trainato la ripresa post-pandemica nel 2021 e nel 2022 gli investimenti in costruzione – segnala Pelazzi – il 2023 si chiuderà con una flessione intorno al 3,0% e anche per il 2024 è prevista una ulteriore contrazione”. La dinamica negativa è “in parte è fisiologica,vista la straordinaria performance nei due anni precedenti, ma in parte è dovuta anche alle incertezze e ai cambiamenti che si sono susseguiti nella definizione e rimodulazione degli incentivi fiscali per il comparto. In particolare, nel settore della riqualificazione residenziale il non collocamento presso terzi dei crediti fiscali comporterà significativi rischi di tenuta delle imprese meno solide. Crisi di liquidità con effetti sulla catena delle forniture e la sospensione di molti lavori”.

Istat

Sulla base degli ultimi dati Istat sul comparto, rimarca Pelazzi: “La produzione nelle costruzioni dopo due anni di crescita intensa (+38%), nel 2023 è attesa in calo di circa il 2%. Sulla diminuzione dell’attività nel settore immobiliare italiano hanno influito diversi fattori: in primo luogo, la strategia di politica monetaria da parte della BCE che ha determinato, oltre a un rapido aumento del costo dei credito, anche una maggiore selettività nella concessione dei mutui. Tutti fattori che hanno scoraggiato gli investimenti in nuove costruzioni e nell’acquisto di abitazioni da parte dei privati”. Anche gli indicatori del mercato immobiliare, disponibili fino al primo trimestre del 2023, mostrano un forte calo delle compravendite residenziali, diminuite dell’11% in un anno. Secondo i dati preliminari dell’Agenzia delle Entrate il calo dovrebbe essere proseguito anche tra la primavera e l’estate e, verosimilmente, non si interromperà nemmeno nei prossimi trimestri”.

Opere

Secondo Pelazzi “l’eccezionale spinta delle opere pubbliche non sarà in grado di garantire la tenuta dell’intero mercato, ma solo di attenuarne la caduta”. In questo quadro difficile, una diminuzione dei tassi da parte della BCE, sulla base della decelerazione della dinamica dell’inflazione, alleggerirebbe il costo del credito per imprese e famiglie e potrebbe fare ripartire gli investimenti privati. Inoltre, sottolinea il presidente di Argenta SOA, se “le famiglie italiane stanno gradualmente ricostituendo il proprio risparmio”, fondamentali sono incentivi fiscali certi, che permettano la pianificazione a lungo termine per le imprese. Si tratterà inevitabilmente di sostegni limitati “a causa delle ristrettezze di bilancio, che verrà ulteriormente messo sotto pressione dalle nuove regole del Patto di stabilità europeo. Finita l’epoca dell’utilizzo ‘spensierato’ delle risorse pubbliche, sarà necessario pensare a forme diverse di finanziamento degli investimenti, per esempio attraverso PPP (Partenariato Pubblico e Privato). Sarà inoltre cruciale guardare alla rigenerazione urbana come motore della trasformazione dei territori”.

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