Calcio: Kim Jong-un non vuole ospitare il Giappone a Pyongyang. La FIFA rinvia l’incontro e annuncia provvedimenti

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Pyongyang
(foto www.the-afc.com/en)

Con il tiranno Kim Jong-un non funziona neppure la diplomazia minima del bon ton calcistico. Pyongyang ha chiuso le porte alla nazionale del Giappone per l’incontro di ritorno nel quadro della fase preliminare di qualificazione per la Coppa del Mondo FIFA 2026, che si svolgerà in Canada, Messico e Stati Uniti. Ora i nordcoreani rischiano penalizzazioni, eppure avevano buone possibilità di qualificarsi in un girone che comprende anche Siria e Myanmar.

Neutro

La Confederazione Asiatica del Calcio (AFC) è stata informata – a pochi giorni dal match in programma il 26 marzo allo stadio Kim Il Sung – dalla Federazione calcistica della Corea del Nord della richiesta di spostamento in campo neutro, causa di “circostanze di forza maggiore”. Secondo alcune voci la Corea del Nord avrebbe espresso timori per la possibilità di diffusione di un epidemia proveniente proprio dal Giappone. La partita prevista a Pyongyang sarebbe stata il primo evento sportivo internazionale nella Corea del Nord dall’inizio della pandemia da Covid-19, contro la quale la il regime di Kim Jong-un ha imposto severi controlli alle frontiere. Il quotidiano Rodong Sinmun, organo ufficiale del Comitato centrale del Partito del Lavoro al potere a Pyongyang, ha pubblicato un articolo in cui si parla di una “malattia infettiva maligna” che si sta rapidamente diffondendo in Giappone, riferendosi apparentemente all’aumento dei casi di sindrome da shock tossico streptococcico e di morbillo nel Paese insulare dell’Asia orientale.

Ao Tanaka

La notizia del rinvio è stata confermata dal presidente della Federcalcio giapponese (JFA), Kozo Tashima. Nella partita di andata a Tokyo la rappresentativa del Sol Levante aveva battuto di misura i nordcoreani, con l’1-0 firmato dal centrocampista del Fortuna Düsseldorf, Ao Tanaka. La squadra giapponese aveva programmato di allenarsi a Pechino e di arrivare a Pyongyang il 25 marzo. Ridotto al minimo lo staff tecnico e soltanto un piccolo gruppo di giornalisti al seguito. Pyongyang aveva già negato il visto ai media USA e della Corea del Sud. Il ministero degli Esteri di Tokyo aveva comunque sconsigliato la trasferta ai tifosi nipponici, a conferma delle importanti difficoltà nei rapporti tra Corea del Nord e Giappone. Una avversione che affonda le radici nella storia, con l’occupazione della penisola coreana da parte del Giappone tra il 1910 e il 1945.

Pak Doo Ik

Più di recente tensioni sono state determinate dal rapimento di cittadini giapponesi da parte di agenti nordcoreani negli anni ’70 e ’80, con lo scopo di addestrare spie di Pyongyang sulla lingua e sui costumi del Sol Levante. Da ultimo bisogna registrare i ripetuti lanci di missili a lungo raggio, alla diretta presenza di Kim Jong-un, verso il Mar del Giappone. Nonostante l’isolamento del Paese, la nazionale di calcio della Corea del Nord ha una discreta reputazione. Nel 1966 si qualificò ai Mondiali in Inghilterra, arrivando fino ai quarti di finale a spese dell’Italia, in una storica partita vinta dai nordcoreani per 1-0, grazie alla decisiva marcatura di Pak Doo Ik. La squadra si qualificò poi anche per la fase finale della Coppa del Mondo 2010 in Sudafrica.

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