Sicurezza stradale: “Guida come una donna, resta in vita”. In Francia campagna rompe stereotipi sessisti. L’84% degli incidenti mortali causati da uomini

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(foto Matthew Henry da Unsplash)

“Donna al volante pericolo costante” recita un diffuso adagio, probabilmente una della prime fake news contemporanee. Che la realtà sia assai diversa l’hanno da tempo certificato numerosi studi, ma il pregiudizio, anche ‘ante-social’, non è mai semplice da sradicare. Dalla Francia arriva una campagna per la sicurezza stradale, che sovverte gli stereotipi sessisti al volante. “Guida come una donna” è lo slogan, un invito diretto ai ‘piloti’ la cui condotta alla guida è all’origine dell’84% degli incidenti mortali.

Stile

L’idea pubblicitaria è dell’associazione “Victimes&Citoyens”, che dal 2004 si impegna Oltralpe in favore delle vittime degli incidenti stradali e contro l’insicurezza stradale. “Sulla strada persiste la convinzione misogina per la quale gli uomini siano migliori rispetto alle donne. Tuttavia, quando guardiamo le cifre il messaggio è chiaro: per rimanere in vita al volante, la cosa migliore è adottare lo stesso stile di guida delle donne”. Statistiche ed esperti rimarcano che le donne al volante causano meno incidenti e in generale sono molto più prudenti e inclini a rispettare le regole.

Ubriachi

I cartelloni della campagna sono apparsi nella metropolitana di Parigi e i post su Internet mirano a sensibilizzare gli automobilisti, per provocare un cambiamento di mentalità e di comportamenti. Molti i dati allarmanti dell’Osservatorio transalpino sulla sicurezza stradale: l’88% dei giovani guidatori rimasti uccisi sulle strade sono uomini, il 93% dei conducenti ubriachi coinvolti in un incidente pure. Mentre le donne hanno 8 volte meno probabilità di avere un incidente mortale rispetto ai maschi. In Italia, secondo l’Istat, i dati sono pressoché analoghi, con il 93% dei pirati della strada fuggiti e poi individuati dopo un incidente mortale sono uomini.

Virilità

“Guidare come una donna significa solo una cosa: restare in vita”, insistono da Victimes&Citoyens. A sostanziale parità di chilometraggio percorso tra i guidatori dei due sessi, il 67% dei punti tolti alle patenti riguarda gli uomini. Aggressività e impazienza caratterizzano lo stile di guida maschile. Una presunta dimostrazione di virilità segnalano gli psicologi, ma anche un inconsapevole calo della percezione dei rischi destinata a provocare gli incidenti più gravi: scontri frontali o ribaltamenti. Alle donne va la palma degli incidenti di minor rilievo: tamponamenti o urti in retromarcia nel traffico dei centri urbani.



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