Educazione globale: attacchi e conflitti internazionali, UNESCO in allarme

0
(foto da Pixabay)

In occasione della Giornata internazionale per la protezione dell’istruzione, l’UNESCO ha espresso la sua profonda preoccupazione per il crescente impatto dei conflitti sull’istruzione, nonché per tutte le forme di attacco che privano gli alunni dell’accesso alla scuola: dalle leggi retrograde che vietano alle ragazze di andare a scuola alle conseguenze degli sconvolgimenti climatici. Secondo uno studio della Coalizione globale per la protezione dell’istruzione dagli attacchi, di cui l’UNESCO è membro, nel 2022-2023 sono stati registrati in tutto il mondo 6.000 attacchi contro studenti, professionisti e istituzioni educative, compresi 1.000 casi di uso militare di queste istituzioni – una media di 8 al giorno. Ciò rappresenta un aumento del 20% rispetto ai due anni precedenti. Si ritiene che più di 10.000 studenti ed educatori siano stati vittime.

La giornata internazionale

La Giornata Internazionale per Proteggere l’Istruzione dagli Attacchi è una ricorrenza annuale che si celebra il 9 settembre. È stata istituita dalle Nazioni Unite nel 2020 per sensibilizzare l’opinione pubblica sugli attacchi contro scuole, studenti, insegnanti e personale educativo durante conflitti armati. L’obiettivo di questa giornata è quello di richiamare l’attenzione sulla necessità di proteggere l’istruzione nei contesti di conflitto e crisi e di garantire che l’istruzione rimanga accessibile e sicura per tutti i bambini e giovani, nonostante le difficoltà. Gli attacchi alle scuole includono bombardamenti, distruzioni, utilizzo militare delle strutture educative, rapimenti di studenti e insegnanti, e altre forme di violenza che impediscono il diritto all’istruzione. La giornata rappresenta un’occasione per governi, organizzazioni internazionali, società civile e singoli individui di promuovere azioni e politiche per proteggere l’istruzione e sostenere le comunità colpite da questi attacchi.

Esempi e soluzioni possibili

Ecco alcuni esempi di attacchi all’istruzione, particolarmente rilevanti in contesti di guerra come in Ucraina:

  1. Bombardamenti e attacchi aerei contro scuole: Durante conflitti, scuole possono essere colpite da attacchi diretti o indiretti, risultando in danni strutturali, perdita di vite umane e interruzione dell’istruzione.
  2. Occupazione militare delle scuole: Le strutture scolastiche possono essere occupate da forze armate per scopi militari, come basi o punti di osservazione, rendendole bersagli militari legittimi e mettendo a rischio studenti e personale.
  3. Rapimenti e violenze contro studenti e insegnanti: In alcune aree di conflitto, studenti e insegnanti sono vulnerabili a rapimenti, detenzioni arbitrarie, violenze fisiche e intimidazioni.
  4. Interruzione delle attività scolastiche: I conflitti armati spesso portano alla chiusura prolungata delle scuole, interrompendo l’educazione e lasciando i bambini senza accesso all’apprendimento e al supporto psicologico fornito dall’ambiente scolastico.

Possibile soluzione pratica:

Creazione di spazi di apprendimento sicuri e mobili:

Una soluzione pratica per affrontare questi problemi in una zona di guerra come l’Ucraina potrebbe essere l’istituzione di “scuole mobili sicure” o spazi di apprendimento temporanei situati in aree relativamente sicure, fuori dai principali bersagli militari. Questi spazi potrebbero essere costituiti da tende rinforzate, container convertiti o edifici non convenzionali situati in luoghi protetti, come rifugi o sotterranei.

Elementi della soluzione:

  1. Rafforzamento delle strutture: Utilizzo di materiali resistenti agli attacchi e alla dispersione di schegge per minimizzare il rischio per gli studenti e il personale.
  2. Mobilità: Le strutture mobili permetterebbero di spostare rapidamente le scuole in base all’evolversi del conflitto, riducendo l’esposizione al pericolo.
  3. Supporto tecnologico: Utilizzo di strumenti digitali e piattaforme di apprendimento online per continuare l’istruzione a distanza quando la presenza fisica non è sicura. Infrastrutture come tablet o kit di apprendimento potrebbero essere distribuiti per supportare questa modalità.
  4. Supporto psicologico e sociale: Inclusione di programmi di supporto psicologico per aiutare gli studenti a gestire il trauma e l’ansia causati dal conflitto, e attività che promuovano un senso di normalità e comunità.
  5. Collaborazione internazionale: Lavorare con organizzazioni internazionali come UNICEF, UNESCO, e ONG locali per ottenere supporto logistico, finanziario e tecnico per l’implementazione e il mantenimento di queste scuole mobili.

Questa soluzione potrebbe contribuire a mantenere l’accesso all’istruzione in contesti estremamente difficili, proteggendo al contempo la sicurezza e il benessere degli studenti e del personale educativo.

Risoluzione ONU e UNESCO

Sebbene questi attacchi all’istruzione riguardino tutte le regioni del mondo, sono molto più frequenti nei Paesi attualmente in conflitto armato, primi fra tutti Myanmar, Medio Oriente e Gaza in particolare, Repubblica Democratica del Congo, Sudan, Ucraina e Yemen. In qualità di agenzia delle Nazioni Unite responsabile per l’istruzione, l’UNESCO ricorda a tutte le parti coinvolte in questi conflitti di rispettare la Risoluzione 2601 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e invita tutti gli Stati ad attuare le raccomandazioni della Dichiarazione sulle scuole sicure, volte a prevenire tali attacchi. L’UNESCO si adopera per fornire sostegno psicosociale agli alunni e agli insegnanti che devono affrontare fenomeni di violenza, in particolare in Palestina, Sudan e Ucraina. Per garantire la continuità dell’apprendimento quando una scuola è chiusa per motivi di sicurezza, l’Organizzazione fornisce anche soluzioni educative alternative come l’apprendimento a distanza, formando gli insegnanti alle pedagogie digitali e facilitando la produzione e la diffusione di contenuti educativi attraverso i media. L’Organizzazione collabora inoltre con i suoi partner per migliorare la raccolta di dati sugli attacchi all’istruzione, per facilitare una prevenzione sistematica.

Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.

Imposta in20righe come fonte preferita

Exit mobile version