
I leader di Egitto, Somalia ed Eritrea si sono incontrati nella capitale eritrea Asmara e hanno stilato una dichiarazione comune, che appare come una ferma presa di posizione rispetto alle ambizioni dell’Etiopia nell’area del Corno d’Africa e del Mar Rosso. Nella dichiarazione si fa riferimento al “rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale dei Paesi della regione”.
Porto
Nei mesi scorsi l’Etiopia ha firmato un memorandum d’intesa con il Somaliland, che dà ad Addis Abeba l’accesso al mare attraverso il porto di Berbera, nella parte meridionale del Golfo di Aden. Il Somaliland, ex Somalia britannica, è uno Stato del Corno d’Africa non riconosciuto internazionalmente, dichiaratosi indipendente dalla Somalia nel 1991. Una situazione che ha spinto Mogadiscio a stringere legami più stretti con Egitto ed Eritrea, Paesi che hanno entrambi da tempo controversie con l’Etiopia. Al vertice di Asmara erano presenti con il presidente eritreo Isaias Afwerki gli omologhi egiziano, Abdul Fattah al-Sisi, e somalo, Hassan Sheikh Mohamud.
Sfide
La dichiarazione sottoscritta dai tre leader prevede in particolare di “rafforzare le istituzioni dello Stato somalo, per affrontare varie sfide interne ed esterne e per consentire all’esercito somalo di contrastare il terrorismo in tutte le sue forme”. La Somalia considera il Somaliland come parte del suo territorio e il determinarsi della tensione con l’Etiopia ha superato il riconoscimento per il sostegno fornito da Addis Abeba a Mogadiscio nella lotta contro il gruppo islamista al-Shabaab, legato ad al-Qaeda. Negli ultimi mesi sono infatti aumentate le forniture di armamenti e munizioni alla Somalia da parte dell’Egitto, che avrebbe anche promesso truppe per una nuova missione dell’Unione Africana contro il gruppo jihadista.
Diga
Il quadro geopolitico dell’area vede Il Cairo e Addis Abeba in disaccordo sulla costruzione da parte dell’Etiopia di una importante diga idroelettrica sul fiume Nilo. L’Egitto vede l’opera come una possibile minaccia sul flusso di adeguati volumi d’acqua di importanza vitale per il Paese. Anche le relazioni tra Etiopia ed Eritrea, dopo la sanguinosa guerra di frontiera a cui era seguita una pacificazione nel 2018, si sono nuovamente deteriorati per gli esiti della guerra civile nella regione del Tigray, al confine tra Etiopia ed Eritrea. Asmara non sarebbe soddisfatta dell’accordo raggiunto tra Addis Abeba e quello che considera un suo nemico storico, il Fronte di liberazione popolare del Tigray (TPLF). Soldati eritrei sarebbero ancora presenti in alcune zone del Tigray.
Houthi
Nel corso del summit sono stati affrontati anche altri punti, tra cui la crisi in Sudan per la guerra civile in atto e la necessità di garantire la libera navigazione internazionale nel Mar Rosso, fondamentale per il commercio globale, minacciata dalle attività delle milizie Houthi filo-iraniane in Yemen.
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