Era Trump: centinaia di gangster venezuelani deportati a El Salvador, già in volo mentre arrivava il divieto di espulsione di un giudice

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Salvador
(foto da account X Nayib Bukele)

Gli Stati Uniti hanno deportato in pompa magna in El Salvador più di 200 componenti della gang venezuelana Tren de Aragua. L’ordine di un giudice che ne vietava temporaneamente l’espulsione è arrivato mentre i detenuti in catene erano già in volo. Il presidente Donald Trump aveva firmato un ordine esecutivo che invoca l’Alien Enemies Act del 1798, una norma finora applicata soltanto in tempo di guerra, per superare le normali procedure dell’immigrazione ed espellere più rapidamente gli indesiderati.

Alien

L’Alien Enemies Act si applica a tutti i maschi di età superiore ai 14 anni non cittadini statunitensi naturalizzati o residenti permanenti legali. A gennaio Trump ha firmato un ordine esecutivo che dichiara le gang Tren de Aragua e MS-13 organizzazioni terroristiche straniere. In passato l’Alien Enemies Act era stato utilizzato soltanto in tre occasioni: durante la guerra del 1812 contro la Gran Bretagna e durante la Prima e la Seconda guerra mondiale. La sospensiva per un massimo di due settimane, in attesa di un’udienza programmata per il 21 marzo, era stata decisa dal giudice distrettuale del District of Columbia, James E. Boasberg. La Casa Bianca ha già presentato ricorso contro la decisione del tribunale.

Bukele

Il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, ammiratore e alleato di Trump, su X ha commentato: “Oggi sono arrivati ​​nel nostro Paese i primi 238 membri dell’organizzazione criminale venezuelana Tren de Aragua”, oltre a 23 componenti della gang salvadoregna MS-13. Il video postato sui social media mostra persone con mani e piedi incatenati, scortate verso il carcere da funzionari armati e incappucciati. In un altro post Bukele ha pubblicato la foto dell’articolo del New York Post che annunciava il provvedimento del giudice, commentando con una faccina ilare: “Oops… è troppo tardi”. I detenuti espulsi dagli USA saranno trattenuti, informa Bukele, “per un periodo di un anno, rinnovabile”. “Gli Stati Uniti – continua il presidente – pagheranno una tariffa bassa per loro, ma significativa per noi”. Nel tempo questi introiti, che andranno a unirsi a quelli del lavoro forzato sulla base del programma chiamato “Zero Idleness” (Zero Ozio), “contribuiranno a rendere auto-sostenibile il nostro sistema carcerario, che oggi costa 200 milioni di dollari l’anno”. Particolare soddisfazione Bukele esprime per l’estradizione dei membri della MS-13, tra cui due capi: “Questo ci aiuterà a completare la raccolta di intelligence e inseguire le ultime vestigia della MS-13. Continuiamo a compiere progressi nella lotta contro la criminalità organizzata, per rendere il nostro Paese un luogo ancora più sicuro. Dio benedica El Salvador e Dio benedica gli Stati Uniti”. Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha confermato: “Centinaia di criminali violenti sono stati espulsi. Voglio esprimere sincera gratitudine al presidente Bukele per aver svolto un ruolo fondamentale in questo trasferimento”.

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