Dazi, la ‘lavagnetta’ di Trump affonda le borse mondiali. Vertice d’emergenza a palazzo Chigi

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Borse giù in tutto il mondo all’indomani dell’annuncio di Donald Trump sui nuovi dazi. Gli economisti già rivedono le stime sull’economia globale e sui singoli paesi arrivando a temere una recessione globale a causa della guerra commerciale scatenata dal presidente Usa intenzionato – in quello che ha battezzato il “Liberation Day” – a fare dell’America un paese “più forte e più grande che mai”. Quella lavagnetta con i nuovi dazi mostrata da Trump sul prato della Casa Bianca, come in uno show, ha trascinato i listini mondiali al ribasso, cominciando proprio da Wall Street che ha aperto in profondo rosso. Aggiornato il record dell’oro, petrolio in picchiata. A metà seduta piazza Affari perdeva il 3%. In Europa i dazi sono stati fissati al 20%, in Cina al 34% in Giappone al 24%. Per il resto del mondo tariffe al 10%, ma tra i maggiori partner di Washington solo al Regno Unito è stata assegnata questa aliquota.

“Decisione brutale” ha commentato Emmanuel Macron. “Come il giorno dell’invasione della Russia in Ucraina” la valutazione di Berlino. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato contromisure europee dal 15 aprile ma ha anche proposto di passare “dallo scontro alla trattativa” con gli Usa. La risposta dell’Unione, ha aggiunto invitando i 27 all’unità, “per proteggere i nostri interessi e le nostre imprese se i negoziati falliscono”. In Italia vertice di emergenza convocato a palazzo Chigi dalla premier Giorgia Meloni che ha annullato tutti gli impegni della giornata per discutere dei dazi e del tipo di risposta da dare all’iniziativa del presidente Usa. La presidente del consiglio ha chiamato questa mattina nella sede del governo una sorta di ‘task force’ composta dai ministri Tommaso Foti, Giancarlo Giorgetti, Francesco Lollobrigida e Adolfo Urso. Il vicepremier e ministro degli Esteri Tajani a Bruxelles per una riunione Nato collegato da remoto. Così come l’altro vice-premier e ministro delle Infrastrutture Salvini. Un’ora e mezzo di riunione, obiettivo: quantificare per quanto possibile i potenziali danni alla nostra economia dall’affondo tariffario di Trump e costruire una posizione italiana da portare e sostenere in sede europea.

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