
L’Unione Europea approva la prima contromossa ai dazi di Trump, imponendo una serie di tariffe sulle importazioni dagli Stati Uniti. Varati dazi fino al 25% – che entreranno in vigore in tre fasi, l’ultima il prossimo 1 dicembre – su una vasta gamma di prodotti ‘made in USA’ tra cui succo d’arancia, pollame, semi di soia, acciaio, alluminio, tabacco, abbigliamento e filo interdentale, come ritorsione contro i balzelli del 25% imposti dagli Stati Uniti sulle importazioni di acciaio e alluminio dall’Unione. Bruxelles mantiene in ogni caso una certa prudenza e segnala: “Queste contromisure possono essere sospese in qualsiasi momento, qualora gli Stati Uniti accettino un esito negoziato equo ed equilibrato“.
Baciare
Si cerca ancora spazio di trattativa, al di là delle battute che ormai virano decisamente al grossolano da parte del tycoon: vari “Paesi – ha detto – mi stanno baciando il fondoschiena per raggiungere un accordo. Muoiono dalla voglia di fare un accordo. Fanno i leccaculi e dicono: ‘Per favore, per favore signore, faccia un accordo. Farò qualsiasi cosa, signore'”. Una prospettiva non proprio allettante per la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che volerà a Washington il 17 aprile per incontrare il presidente USA. Di fronte alle parole grevi del presidente americano, potrebbe creare imbarazzo il conferimento della qualifica di “portavoce di Trump in Europa”, affibbiato a Meloni dall’autorevole testata Politico.eu, che aggiunge: la premier che “si è presentata come mediatrice tra Washington e Bruxelles, la prossima settimana allo Studio Ovale avrà la possibilità di mostrare cosa sa fare”. Anche se nella recente “visita di persona alla Casa Bianca, il primo ministro israeliano Netanyahu, un altro leader di destra”, che vanta buoni rapporti con Trump, “non è riuscito a spingere il presidente a ridurre i dazi annunciati verso Israele. Al contrario – ironizza Politico.eu -, Netanyahu è uscito dall’incontro promettendo di cancellare il deficit commerciale del suo Paese con gli Stati Uniti e Trump non gli ha offerto nulla in cambio”.
Rischio
Il rischio concreto a fronte di personaggi ingombranti come il tycoon e il prodursi di fenomeni di vassallaggio. Eventualità che allarma l’opposizione in Italia. La segretaria Pd, Elly Schlein avverte: “Prima Trump definisce parassiti noi italiani ed europei, e il governo Meloni fa orecchie da mercante abbassando la testa. Poi, lo stesso giorno in cui Giorgia Meloni annuncia trionfante che sarà ricevuta alla corte di Trump il 17 aprile, il presidente americano insulta con parole irripetibili chi propone un incontro per disinnescare una crisi finanziaria ed economica globale, generata dalla sua politica sui dazi”. Insomma, rileva la leader dem: “I sedicenti patrioti abbassano la testa ancora una volta ed espongono imprese e lavoratori a rischi enormi e a un crollo della nostra credibilità internazionale. L’Italia non può fare questa figura”. Spietato l’ex premier e leader di Italia viva, Matteo Renzi: “Trump dice che alcuni leader degli altri Paesi si mettono in fila per andare da lui a baciargli una parte del corpo. Questa è la fine che fanno i sovranisti nostrani: promettono di pensare all’Italia e finiscono nell’elenco dei baciatori… Prima o poi la verità verrà a galla e si capirà che Meloni e Salvini non sono patrioti, ma sudditi del sovranista americano”.
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