
Ai tempi c’era RoBerTo, l’asse Roma-Berlino-Tokyo, oggi a Washington si è concretizzato WaRo, l’asse ideologico-politico occidentalista Washington-Roma promosso da Donald Trump e Giorgia Meloni. Alla Casa Bianca sui tanto strombazzati dazi si è combinato poco – d’altronde il mandato a trattare è dell’Unione Europea -, ma sul piano della definizione di un nuovo sovranismo conservatore transatlantico la prima pietra è stata posta.
Slogan
Meloni – che la stampa USA definisce “Trump whisperer”, la sussurratrice di Trump – ha coniato anche lo slogan, che sicuramente piace al tycoon: MWGA, “Make West Great Again”. La presidente del Consiglio ha rimarcato: “Sono qui per lavorare e rendere l’Occidente più forte. Quando parlo di Occidente non parlo solo geograficamente, ma come civiltà. Credo nell’unità dell’Occidente, dobbiamo semplicemente parlare e arrivare a dei risultati”. D’altronde prima di imbarcarsi sul volo di Stato verso Washington, Meloni aveva detto chiaro e tondo: “Sono consapevole di quello che rappresento e sono consapevole di quello che sto difendendo”. La premier ha idee precise, che piacciono a Trump che sorride quando lei si auto-celebra: l’Italia “oggi gode di un’ottima situazione. Un Paese stabile, affidabile. Mi scusi se promuovo il mio Paese, ma lei è un uomo d’affari e mi capisce…”.
Great person
Trump accondiscende: “She’s a great person”, una persona eccezionale. “La rispettano tutti. Direi che ha conquistato l’Europa. La conosco da tempo, è una dei veri leader del mondo. È diventata un’amica”. Parole al miele e Meloni prende la palla al balzo: “Condividiamo molte battaglie: dalla lotta contro la cultura woke a quella contro l’immigrazione illegale”. Sovranismo, conservatorismo, lotta agli ideali progressisti, Giorgia Meloni c’è da sempre: nella battaglia che ha contribuito al ritorno di Trump alla Casa Bianca, alla sua cerimonia di insediamento a gennaio e ora nello Studio Ovale, dove si trova anche l’ultrà reazionario del prossimo futuro, il vicepresidente J.D. Vance, che Meloni ospita a ventiquattro ore di distanza a Palazzo Chigi. Certificata l’intesa sui valori, arrivano le promesse: “L’Italia sarà il nostro miglior alleato se resterà premier Giorgia Meloni, che sta facendo un ottimo lavoro”, dice Trump. E Meloni: “Qualcuno mi definisce una nazionalista dell’Occidente. Non so se sia la definizione giusta, ma sono qui per trovare il modo migliore per renderci entrambi più forti”. Nuovo scambio d’amorosi sensi nei prossimi mesi a Roma.
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