
Bocciato dalle urne nelle Marche e in Calabria il campo largo si prende una rivincita in Toscana dove il candidato del centrosinistra Eugenio Giani, 66 anni, fa il bis e si riconferma governatore staccando di 13 punti lo sfidante (54% contro il 41%), il candidato del centrodestra Alessandro Tomasi, 46 anni, sindaco di Pistoia. Crolla di 15 punti l’affluenza che si ferma al 47%, minimo storico.
“Ha vinto la Toscana illuminata e riformista e mi sento da ora presidente di tutti” ha commentato subito Giani, detto anche ‘Eugenio l’inossidabile’, ricevendo l’abbraccio della segretaria del Pd (primo partito con il 35%) Elly Schlein che ha colto l’occasione per guardare al futuro e alle prossime regionali: “Uniti si vince” ha ribadito la Schlein aggiungendo: “Chi si era affrettato a dichiarare la fine di una coalizione progressista appena ricucita oggi è smentito nei fatti. Questo voto è una speranza per il futuro”. Nel campo progressista maluccio i Cinquestelle, fanalino di coda, con appena il 5%; nel centrodestra – dove FdI è primo partito e secondo su base regionale dopo il Pd – flop della Lega mentre Forza Italia cresce un paio di punti. Il boom al centro lo ha fatto invece Matteo Renzi con la lista Giani-Casa Riformista. “In Toscana siamo la terza lista in assoluto dopo Pd e dopo Fratelli d’Italia. Siamo davanti a Forza Italia, alla Lega, a Avs, al Movimento Cinque Stelle”, commenta gongolando l’ex premier felice del suo 9%. Si ferma sotto al 7% Avs i cui consensi potrebbero essere stati in parte risucchiati da Antonella Bundu, di Toscana rossa, al 5%. Il flop della Lega (ferma al 4%, -16% rispetto al 2020) è anche quello del generale Vannacci, vicesegretario del partito, cui Salvini aveva affidato la campagna elettorale del Carroccio e la composizione delle liste.
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