
Gli Stati Uniti hanno revocato l’embargo sulle armi imposto alla Cambogia e hanno ripreso il programma di esercitazioni militari congiunte, “Angkor Sentinel”. È un nuovo segnale di interesse di Washington per il Sudest asiatico, che consente anche a Phnom Penh di ricalibrare i suoi legami con la Cina, principale partner commerciale e investitore. Recenti sono pure l’accordo sui dazi doganali statunitensi e la supervisione di Donald Trump alla firma di un accordo di cessate il fuoco tra Cambogia e Thailandia, per porre fine al conflitto di confine tra i due paesi.
Nobel
Il governo cambogiano ha candidato Trump al Premio Nobel per la pace. Le esercitazioni furono sospese nel 2017, dopo che gli USA espressero preoccupazione per l’arretramento democratico in Cambogia. Phnom Penh si allineò decisamente con Pechino e accusò Washington di aver pianificato un colpo di stato. Nell’ambito dei colloqui per la ripresa delle esercitazioni congiunte, il segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, avrebbe ottenuto il consenso di Phnom Penh per una futura apertura alla marina statunitense della base navale di Ream sul Golfo di Thailandia, finora considerata un avamposto militare di Pechino nell’Indo-Pacifico.
Criptovalute
Washington vuole progressi anche nel settore delle truffe informatiche, che vedono la Cambogia in prima fila in questo temibile business. Alcune stime suggeriscono che il settore illecito valga circa 19 miliardi di dollari all’anno, pari al 40% dell’economia formale cambogiana. Secondo il governo degli Stati Uniti, lo scorso anno gli americani hanno perso 10 miliardi di dollari a causa delle attività dei frodatori che operano dal Sudest asiatico, con un aumento del 66% rispetto al 2023. Washington ha imposto sanzioni al Prince Group, un impero societario globale con quartier generale in Cambogia, che sarebbe dietro a una rete internazionale di frodi, riciclaggio di denaro e lavoro forzato. Il Tesoro degli Stati Uniti ha sequestrato al fondatore del conglomerato, Chen Zhi, 14 miliardi di dollari in criptovalute, nel più grande sequestro del genere della storia. Il primo ministro cambogiano, Hun Manet, diplomato presso l’accademia militare d’élite americana di West Point, ha annunciato la scorsa settimana di essersi impegnato a rafforzare la cooperazione con gli Stati Uniti nella lotta alle truffe, dopo una telefonata con il direttore dell’FBI, Kash Patel. Quando è stato revocato l’embargo sulle armi, il Dipartimento di Stato americano ha affermato che ciò era dovuto al “diligente perseguimento della pace e della sicurezza da parte di Phnom Penh, anche attraverso un rinnovato impegno con gli Stati Uniti nella cooperazione in materia di difesa e nella lotta alla criminalità transnazionale”.
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