India: nel Bihar importante vittoria della coalizione guidata dal BJP del premier Modi. Ora Trump vuole il disgelo con Delhi

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Bihar
(foto account FB Nitish Kumar)

Successo elettorale nel Bihar, lo Stato dell’India nord-orientale, per la coalizione guidata dal Bharatiya Janata Party (BJP) del primo ministro di Nuova Delhi, Narendra Modi. La National Democratic Alliance (NDA), che comprende anche la formazione del capo del governo locale Nitish Kumar, ha ottenuto una vittoria schiacciante, conquistando circa 200 seggi dei 243 dell’Assemblea legislativa del terzo Stato più popoloso e tra i più poveri dell’India. Le elezioni erano considerate un test chiave per valutare la popolarità di Modi, in una fase delicata tra i dazi imposti da Trump e il controverso cessate il fuoco nel Kashmir con il confinante Pakistan.

Slancio

Nelle ultime elezioni nazionali del 2024, Modi – al potere da oltre 11 anni – aveva subito una battuta d’arresto e per formare il nuovo esecutivo aveva dovuto dare vita una coalizione con partiti regionali e in particolare proprio con il JD(U) del leader del Bihar, Kumar. Il BJP intende ora mantenere lo slancio mostrato in Bihar anche nei prossimi appuntamenti con le urne in Stati chiave: Uttar Pradesh, Bengala Occidentale, Kerala, Tamil Nadu e Assam, in vista poi delle elezioni nazionali del 2029. Ruolo chiave nella vittoria della NDA l’hanno avuto le elettrici, in ragione dei risultati di un piano governativo mirato a fornire sostegno alle donne per favorirne l’impiego in piccole imprese in settori come l’agricoltura e l’artigianato. Il programma di investimenti denominato “Women Employment Scheme” ha trasferito circa 880 milioni di dollari a 7,5 milioni di donne, con 10.000 rupie (112,70 dollari) versate direttamente sui loro conti bancari.

Hindutva

Esultante per il risultato Kumar ha pubblicato un post su X in cui afferma: “Il popolo dello Stato ha espresso la sua fiducia nel nostro governo, dandoci una maggioranza schiacciante”. Le elezioni dell’Assemblea Legislativa del Bihar si sono tenute dal 6 all’11 novembre e hanno registrato un’affluenza alle urne del 67,1%. Il maggior partito di opposizione a livello nazionale il Congress Party, legato storicamente alla famiglia Gandhi, è stato penalizzato dal crollo all’interno della coalizione Mahagathbandhan (MGB), del partito regionale Rashtriya Janata Dal (RJD). Modi porta avanti l’ideologia Hindutva, che comprende la giustificazione culturale del nazionalismo indù. Spesso avvicinato a Trump, ha però dovuto subire il duro colpo dei dazi al 50% per l’India imposti dal tycoon. Così si è parlato di un disgelo con Pechino, nella comune rivendicazione a livello internazionale di un vero multilateralismo. Di recente, tuttavia, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono prossimi a raggiungere un accordo con l’India, che amplierà i legami economici e di sicurezza tra i due paesi. Il presidente USA ha definito il premier Modi “un amico” e un “grande uomo” e ha affermato che l’India ha “in gran parte smesso di acquistare petrolio dalla Russia“, un altro dei temi caldi tra i due governi.

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