
L’Unione Europea ha raggiunto nel vertice dei leader a Bruxelles un accordo per finanziare un prestito, con il bilancio dell’UE, di 90 miliardi di euro per l’Ucraina per i prossimi due anni. L’intesa, preferita tra l’altro dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è un’alternativa all’utilizzo di 200 miliardi di euro di beni russi, che restano congelati in Belgio.
“Buon senso”
Il prestito dell’UE ammonta a circa due terzi dei 135 miliardi di euro di cui si ritiene che Kiev avrà bisogno per restare a galla. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ritiene che il sostegno “rafforzi davvero la nostra resilienza”. Per Meloni “ha prevalso il buon senso”, con una “soluzione che ha una base solida sul piano giuridico e finanziario”. Nel corso del Consiglio la presa di posizione di Italia, Bulgaria e Malta, insieme al Belgio, ha portato a modificare il piano sostenuto dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e dal cancelliere tedesco, Friedrich Merz, che invece avevano chiesto che il prestito fosse finanziato con i beni russi congelati e detenuti nell’Unione Europea. Anche l’amministrazione Trump si era opposta al piano von der Leyen-Merz.
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