
Lo Yemen determina una nuova crisi nella penisola arabica, alta tensione tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti (EAU). Riyad, in sostegno al Consiglio di leadership presidenziale (PLC) il governo dello Yemen riconosciuto a livello internazionale, ha bombardato il porto yemenita di Mukalla per colpire un carico di armi destinato ai separatisti del Southern Transitional Council (STC), che nello scorse settimane avevano occupato gran parte del sud del paese e la città di Aden.
Volontario
Abu Dhabi ha annunciato il ritiro “volontario” delle proprie forze dallo Yemen, dopo un ultimatum del PLC. Il ministero degli Esteri saudita aveva definito le azioni degli Emirati in Yemen come “estremamente pericolose”. L’attacco aereo deciso da Riyad rappresenta una escalation significativa tra le due monarchie petrolifere del Golfo, i cui interessi divergono sui temi dell’influenza geopolitica dal Sudan al Corno d’Africa e delle quote petrolifere in sede OPEC. Arabia Saudita ed Emirati avevano collaborato in una coalizione contro gli Houthi, alleati dell’Iran, che nel 2015 avevano preso il controllo di vaste aree dello Yemen, inclusa la capitale San’a’. Riyad, che ha avviato colloqui per una soluzione diplomatica con gli Houthi, dà priorità all’unità territoriale dello Yemen e alla sicurezza dei suoi confini. Abu Dhabi sostiene le fazioni del sud, che ritiene più in linea con i suoi obiettivi marittimi e di sicurezza.
Rubio
Il segretario di Stato USA, Marco Rubio, ha immediatamente contattato i ministri degli Esteri dei due paesi, mentre altre realtà del Golfo, come Kuwait, Bahrein e Qatar, hanno dichiarato di voler sostenere qualsiasi sforzo per rafforzare il dialogo e raggiungere una soluzione politica. Rashad al-Alimi, capo del PLC, ha annunciato l’annullamento del patto di sicurezza tra Yemen e Emirati, e ha espresso la speranza che Abu Dhabi metta fine a qualsiasi assistenza militare o finanziaria all’STC. Viene anche denunciato un presunto coordinamento tra STC, EAU e Israele.
Terrorismo
Aidarous al-Zubaidi, capo dell’STC, rivendica l’obiettivo di “ripristinare lo Stato del Sud” e un portavoce ha parlato di “dichiarazione di guerra contro il Sud. Lo stesso Sud che ha sconfitto gli Houthi, che ha contrastato il terrorismo, le operazioni di contrabbando e ha dimostrato la sua efficacia di fronte al mondo intero”. Manifestazioni popolari di massa si sono svolte nelle aree controllate da STC dopo le azioni saudite.
Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.
Imposta in20righe come fonte preferita