
Sostenitori europei dell’appeasement o del ‘bazooka’ hanno trovato una via d’uscita dopo il dietrofront di Trump sulla Groenlandia. I 27 alla riunione informale del Consiglio europeo a Bruxelles hanno preferito volare alto: buone maniere e cordialità diplomatica con Washington, ma hanno tenuto a precisare di essere pronti per affrontare la prossima possibile stravaganza del tycoon. Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha sintetizzato: “Crediamo che tra amici, alleati e partner sia necessario gestire i rapporti con cordialità e rispetto”. E la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, dopo il vertice ha rimarcato: “Abbiamo dialogato attivamente con gli Stati Uniti a vari livelli. Lo abbiamo fatto con fermezza, ma senza eccessi” e poi ha sottolineato: “Sappiamo che dobbiamo impegnarci sempre di più per un’Europa indipendente”.
Imprevedibilità
Siamo tutti “sollevati dai recenti annunci”, ha detto Kaja Kallas, responsabile della politica estera dell’UE. “Siamo pronti ad affrontare molta imprevedibilità e dobbiamo continuare a discutere i nostri piani per scenari diversi, perché tutto potrebbe cambiare”, nella consapevolezza che “ogni tipo di disaccordo tra alleati non fa che avvantaggiare i nostri avversari, che osservano e si godono il panorama”. Prudente il cancelliere tedesco, Friedrich Merz: “Non si può rinunciare a questa alleanza transatlantica. L’abbiamo costruita in 75 anni. Ho l’impressione che molti americani la pensino come noi”, comunque dovremo “rafforzare la resilienza e la robustezza dell’Unione europea” per il futuro. Il presidente francese, Emmanuel Macron, era il più convinto sostenitore dell’utilizzo del ‘bazooka’ UE in chiave anti-bullismo transatlantico. Il cosiddetto Strumento anti-coercizione (ACI), lo scudo per proteggere la sovranità dell’Europa e reagire al ricatto economico con contromisure come restrizioni agli scambi, agli investimenti e all’accesso agli appalti.
Contromisure
“Abbiamo sviluppato contromisure potenzialmente necessarie. Erano sul tavolo e sono rimaste sul tavolo”, ha affermato von der Leyen. “Restiamo estremamente vigili”, ha confermato Macron, consapevoli “che se l’Europa risponde in modo unito quando è minacciata, utilizzando gli strumenti a sua disposizione, può ottenere rispetto. E questa è un’ottima cosa”. Secondo Antonio Costa la priorità deve essere ora l’attuazione dell’accordo commerciale UE-USA concordato nel luglio 2025, tregua sui dazi raggiunta nel golf club di Trump nel South Ayrshire in Scozia. Gli Stati Uniti sono il principale partner commerciale dell’UE e “‘obiettivo rimane l’effettiva stabilità delle relazioni commerciali”. In ogni caso l’UE “continuerà a difendere i propri interessi e difenderà se stessa, i suoi Stati membri, i suoi cittadini e le sue aziende da qualsiasi forma di coercizione. Abbiamo il potere e gli strumenti per farlo e lo faremo se e quando necessario”.
Agenda
Il tutto sempre nel quadro, ha concluso Costa, del “nostro fermo impegno a favore dei principi del diritto internazionale, dell’integrità territoriale e della sovranità nazionale, che sono essenziali per l’Europa e per la comunità internazionale nel suo complesso. Questi principi continueranno a guidare la nostra azione”. Guardando al futuro l’Unione “si adopera per realizzare un’agenda ambiziosa per quanto riguarda la difesa, la competitività e la costruzione di un’Europa più autonoma dal punto di vista strategico”.
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