
“La Cina starà sempre dalla parte giusta della storia, agirà tenendo a cuore gli interessi del popolo e il bene superiore del mondo, e collaborerà con tutti i paesi per costruire una comunità con un futuro condiviso per l’umanità”. Questo l’augurio rivolto dal presidente cinese, Xi Jinping, al corpo diplomatico a Pechino, per il Capodanno lunare o Festa di Primavera. Quello che si apre il 17 febbraio sarà l’anno del Cavallo, che nella simbologia incarna il vigore, la forza e la resilienza verso un progresso costante e una prosperità duratura. Nell’Anno del Serpente che si è appena concluso, ha affermato Xi negli auguri al suo popolo, la Cina “ha affrontato le difficoltà a testa alta e ha compiuto nuovi progressi di fronte a un contesto complesso e volatile in patria e all’estero, elevando la propria forza economica, le capacità scientifiche e tecnologiche, le capacità di difesa”.
Modernizzazione
Il 2026 segna il 105esimo anniversario della fondazione del Partito comunista cinese (PCC) e il lancio del 15esimo Piano Quinquennale (2026-2030), con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo di alta qualità e di mantenere l’armonia e la stabilità sociale. Nell’ultimo anno, l’economia cinese ha resistito alle pressioni e ha registrato una crescita sostenuta, ha rimarcato Xi, che ha incoraggiato il popolo cinese a mantenere alto il morale e ad andare avanti nel nuovo percorso di modernizzazione, che coniuga progresso con sostenibilità. In un periodo di incertezza economica globale, di profondi cambiamenti e di trasformazioni, la Cina si è mossa con decisione in molti settori chiave, a partire dalla costruzione del sistema di energia rinnovabile più grande e in più rapida crescita al mondo, accelerando così la transizione ecologica globale e confermandosi nel contempo come uno dei motori di crescita più stabili e affidabili al mondo. Recentemente l’autorevole agenzia Bloomberg osservava come in un 2025 ricco di colpi di scena, una delle lezioni più importanti è quella di non sottovalutare mai e poi mai la Cina”.
Futuro
Uno dei punti di forza di Pechino è nello spirito di ricerca e di slancio verso il futuro. Nel 2025 la spesa cinese in ricerca e sviluppo ha superato i 560 miliardi di dollari, posizionandosi al secondo posto a livello mondiale. Importante a livello interno la lotta contro la corruzione, che ha toccato anche i militari con la recente rimozione del più alto ufficiale in servizio, il generale Zhang Youxia. Xi ha fatto della lotta alla corruzione un pilastro centrale del suo governo, ritenendola la “più grande minaccia” per il Partito comunista e affermando che la battaglia “resta grave e complessa”. Sul fronte internazionale, la sapienza diplomatica cinese ha fatto sì che persino alleati stretti degli Stati Uniti sembrino oggi valutare la prevedibilità di Pechino rispetto all’imponderabilità del presidente USA, Donald Trump. Ma Xi ha anche riconosciuto che la diplomazia dei capi di Stato svolge un ruolo guida strategico insostituibile nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha ricordato che “in una recente telefonata, il presidente Trump ha nuovamente espresso la sua intenzione di visitare la Cina ad aprile, mentre il presidente Xi Jinping ha ribadito il suo invito”. Al di là delle frecciate sui dazi e su terre rare e chip :”Entrambe le parti – ha osservato Lin – dovrebbero collaborare per attuare l’importante consenso raggiunto dai due capi di Stato, iniettando maggiore certezza e stabilità nella cooperazione economica e commerciale tra Cina e Stati Uniti, nonché nell’economia globale”.
Multilateralismo
Intanto la Cina continua a sostenere con fermezza il multilateralismo, a promuovere la cooperazione globale e a contribuire alla pace e allo sviluppo mondiali. E, come ha assicurato Xi ai diplomatici, “amplierà la sua apertura, sosterrà il sistema commerciale internazionale basato su regole e collaborerà con i partner per costruire un mondo aperto, inclusivo, pulito e caratterizzato da pace duratura, sicurezza universale e prosperità condivisa”. Di fronte a sfide globali che diventano sempre più evidenti, Xi segnala l’impopolarità del “riportare il mondo alla legge della giungla” e promuove la “Global Governance Initiative”, che punta a un sistema di governance globale più giusto ed equo, soprattutto aumentando la voce del Sud del mondo negli affari internazionali, in armonia con le iniziative economiche della Belt and Road Initiative (BRI), la cosiddetta Nuova via della seta.
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