Francia: primo turno municipali, astensionismo oltre 40%. Avanzano le estreme in uno scenario di frammentazione. Ai ballottaggi prove generali per le presidenziali

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Francia
(immagine generata con Intelligenza Artificiale ChatGPT)

Le prove generali per le presidenziali del prossimo anno in Francia si faranno al secondo turno di ballottaggio delle municipali. Il primo turno è servito per avere un check sullo stato di salute delle varie formazioni, in un quadro di astensionismo sopra il 40% e di forte frammentazione. Al secondo turno di domenica prossima 22 marzo, potranno accedere i partiti che hanno superato il 10%, al netto di accordi o di ritiri in favore del candidato più simile e meglio classificato.

Populismo

Le estreme, a destra Rassemblement National (RN) e a sinistra La France Insoumise (LFI), si confermano in buona forma, grazie al volano del loro populismo di diversa fattura. I Repubblicani (LR) e il Partito Socialista (PS), indeboliti a livello nazionale, beneficiano ancora del radicamento locale, così come parzialmente anche i Verdi e i centristi macroniani. Al ballottaggio si verificherà se sia ancora possibile quel fronte repubblicano che finora ha bloccato la corsa all’Eliseo dell’estrema destra di Marine Le Pen. La leader del Rassemblement National attende la sentenza d’appello sulla condanna per frode, per confermare la sua candidatura alle presidenziali. La France Insoumise chiede il fronte “antifascista”, nonostante le polemiche sugli scontri a Lione con la morte dell’attivista di estrema destra Quentin Deranque e le dichiarazioni antisemite del leader Jean-Luc Mélenchon.

Parigi

Le battaglie più significative sono previste a Parigi, dove in testa c’è il candidato socialista Emmanuel Grégoire, braccio destro della sindaca uscente Anne Hidalgo, e Sophia Chikirou di LFI intende far valere il suo 12%. Possibile un’intesa cosiddetta tecnica, anche perché il segretario del PS, Olivier Faure, esclude “un accordo nazionale”. Nella capitale, a destra staccata si trova l’ex ministra Rachida Dati, sostenuta da Les Républicains che cerca il sostegno del moderato Pierre-Yves Bournazel di Horizons e della candidata di Reconquête (il partito di ultra destra di Éric Zemmour), Sarah Knafo. A Marsiglia, il sindaco uscente di sinistra Benoît Payan, guida di poco su Franck Allisio sostenuto da RN. “In molti comuni i nostri candidati sono in testa o si trovano in buona posizione per vincere”, ha sottolineato Jordan Bardella, presidente di Rassemblement National e ha teso “una mano alle liste di destra sincere”. RN vuole radicarsi nella vita politica locale, per superare quello che era considerato il suo principale punto debole, la scarsa presenza nei consigli comunali. In ballo, oltre Marsiglia, ci sono Nizza con Eric Ciotti e Tolone con Laure Lavalette. E magari uno scambio di favori potrebbe verificarsi a Lione, dove Jean-Michel Aulas, sostenuto dalla destra e dal centro, è arrivato a pari merito con il sindaco verde uscente, Grégory Doucet.

Negoziati

Bruno Retailleau, leader di Les Républicains, afferma che la destra non estremista “è ora più che mai la principale forza politica locale” e ha invocato per il secondo turno un cordone sanitario solo contro i candidati dell’estrema sinistra di LFI. Situazione particolare quella dei macroniani, che in alcune situazioni potrebbero rivelarsi ago della bilancia. Intanto, l’ex premier Edouard Philippe, capofila di Horizons, è ben posizionato a Le Havre e aveva posto la sua rielezione come prerequisito per la candidatura all’Eliseo. Renaissance, l’ex En Marche!, guidata da Gabriel Attal, ha invece optato per una campagna municipale minimale, anche se ha superato la soglia dei 100 sindaci eletti al primo turno in altrettanti piccoli comuni. I negoziati per il secondo turno andranno avanti serrati fino alla scadenza per la presentazione delle liste, fissata per martedì 17 marzo alle 18. Le trattative secondo vari osservatori dovranno essere condotte nella massima trasparenza. A poco più di un anno dalle elezioni presidenziali, qualsiasi sotterfugio o manovra poco corretta potrebbe non essere compreso dagli elettori.

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