Governo: Meloni vede Rubio, ma Trump non ferma gli anatemi. Dopo la batosta al referendum, la premier cerca di ridimensionare la palla al piede del feeling con il tycoon

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Rubio
(foto governo.it)

All’indomani della visita a Roma del segretario di Stato USA, Marco Rubio, e delle parole del presidente Trump al Corriere della sera, resta lo stallo nelle relazioni bilaterali. Uno stallo prodotto dalla scelta di Giorgia Meloni di non aderire né sabotare rispetto alla guerra in Iran. Questo l’ha scalzata dal ruolo di beniamina europea del tycoon. Trump l’ha detto chiaro e tondo al Corriere della sera: “L’Italia non c’era quando avevamo bisogno di lei. E io ci sono sempre stato per l’Italia, e così il mio paese”.

Interessi

Parole di lontananza, che danno però a Meloni una boccata d’ossigeno in politica interna, con l’opinione pubblica italiana che boccia apertamente il duo guerrafondaio Trump-Netanyahu e con le conseguenze della batosta nel referendum giustizia, che tengono in agitazione il governo e la sua maggioranza. Rubio su X sintetizza con formalismo: “Grande incontro con il primo ministro italiano Meloni per rafforzare la duratura partnership strategica tra Stati Uniti e Italia”. La presidente del Consiglio se la cava con il classico: “Abbiamo avuto un ampio e costruttivo confronto”. Poi però conferma il momento di non perfetta consonanza e sottolinea: “Un dialogo franco tra alleati che difendono i propri interessi nazionali, ma che sanno entrambi quanto sia preziosa l’unità dell’Occidente”. Unità, NATO compresa, che secondo Rubio interessa a Washington unicamente in quanto “ci permette di avere forze schierate in Europa in basi che ci offrono la capacità logistica di proiettare la nostra potenza in caso di emergenza”. Ma se “alcuni paesi europei ci negano l’uso di quelle basi per un’emergenza molto importante”, come le missioni di bombardamento sull’Iran, allora “questo è un problema e deve essere esaminato”.

Ritorsione

Trump come al solito ha scelto la strada della ritorsione: dai dazi al ritiro delle truppe USA. Una decisione quest’ultima che come ha rimarcato Rubio “spetta al presidente. Dobbiamo sempre allocare le risorse in tutto il mondo, comprese quelle militari, in base a ciò che serve all’interesse nazionale. Tutti dicono che l’Iran è una minaccia, tutti dicono che l’Iran non può avere un’arma nucleare. Okay. Ma bisogna fare qualcosa al riguardo. Il presidente sta cercando di fare qualcosa e non capisce, giustamente, perché qualcuno non dovrebbe sostenerlo”. A Meloni, finito il grande penchant per Trump, non resta che rilevare: da Roma e da Washington si sa “quanto sia importante il rapporto transatlantico”, ma poi “allo stesso modo entrambi comprendono quanto sia necessario per ciascuno difendere i propri interessi nazionali. Quindi, l’Italia difende i propri interessi nazionali esattamente come fanno gli Stati Uniti ed è bene che su questo ci si trovi d’accordo”.

Hormuz

La prova del nove per Washington, con gli sviluppi che non sembrano positivi del processo di pace con Teheran, sarà l’impegno per garantire la libera navigazione nello Stretto di Hormuz. Una questione che interessa direttamente anche l’Europa, per evitare la crisi energetica e non solo. Rubio parla chiaro: “L’Iran ora afferma di avere il diritto di controllare una via navigabile internazionale. Cosa farà il mondo al riguardo? Accetterà che l’Iran la controlli? Perché se il mondo è disposto ad accettarlo, allora si prepari, perché ci sono almeno altri 10 paesi che inizieranno a fare la stessa cosa nelle loro vie navigabili internazionali o in quelle vicine ai loro confini”. Se, invece, “la risposta è no, la domanda successiva per tutti sarà: cosa è disposto a fare il mondo al riguardo? Allora, sarà meglio avere qualcosa di più di semplici dichiarazioni di intenti a sostegno di questa posizione”. Insomma, servono i cacciamine contro le mine. E l’Italia potrebbe offrire un contributo importante con le sue unità navali specializzate in vetroresina rinforzata, adatte per ricercare e neutralizzare le mine di fondo o magnetiche di ultima generazione, definite dagli esperti ‘intelligenti’.

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