
Accecante bellezza di Venezia, crocevia di tante storie e lotte, ammaliante e tentatrice, tanto da stordire sia chi ben la conosce ed a maggiore ragione chi non la comprende nel suo intimo. E’ accaduto a tutto il campo largo, che aveva visto l’occasione giusta per chiedere uno sfratto anticipato della Meloni da palazzo Chigi.
Si erano presentati tutti in laguna per chiedere il voto per Martella, che poi non è uno qualunque, anche se adesso nel centrosinistra montano voci per una candidatura sbagliata. Ma chi se non lui, giovane e brillante, senatore del Pd, nato a Portogruaro e segretario del Pd in Veneto?
Si erano presentati tutti a Venezia, straconfortati da sondaggi tutti favorevoli, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Frantoianni, Angelo Bonucci, Matteo Renzi, che avevano puntato tutto su questa simbolica vittoria. Forse sottovalutando qualcosa nella speranza in quello che pensavano uno tsunami per il centrodestra.
Ed invece morte a Venezia e’ stata per loro. Ha vinto Simone Venturini, un giovane consigliere all’epoca di Brugnaro, provenienza centrista, già al primo turno con un 51% senza discusssioni.
A Venezia era prevalso il no al referendum sulla giustizia, il Pd era stato il primo partito, tanto alle regionali che alle Europee. Quindi giochi fatti? Ma si sa o si dovrebbe sapere come è la politica.
Per la Meloni una gioia. Prima “Miracolo mondiale”. Poi dopo un augurio da premier a tutti i nuovi sindaci eletti, una battuta “Il nostro crollo rimandato a domani..”.
Altro dato è il ritorno a Salerno, lo sceriffo re, che vince anche da solo, il cacicchio, tanto osteggiato dalla segretaria del Pd, che non lo vede come uno dei loro.
E poi il trionfo a Reggio Calabria di Francesco Cannizzaro di Fi che sfiora il 70% , favorevole al ponte sullo stretto.
Comunque in casa Pd nessuna rassegnazione. Vince in molti posti e si afferma in Toscana, a Prato un riconferma a Pistoia una riconquista. Il leit motiv, risultati in chiaroscuro ma restiamo competitivi per le prossime politiche. In attesa di un prossimo turno di ballottaggi.
Intanto la Meloni vuole accelerare sulla riforma della legge elettorale con lo Stabilicum, un proporzionale con premio di maggioranza, per chiudere una prima fase almeno in commissione alla Camera, prima della pausa estiva.
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