
Il centrosinistra cerca di organizzarsi il vista del prossimo decisivo scontro con la maggioranza quando si andrà al voto, e non manca molto tempo, che poi in politica vola.
Il tema principale ora ruota intorno alla leadership della coalizione, che dovrebbe essere scontato in quanto la Schlein guida il partito, che oltre ad avere più voti, e’ anche il fulcro del campo largo. Ma non è così. Almeno per il momento.
Verderami sul Corriere racconta quelle che chiama “Le scorribande di Conte”. “Giuseppe Conte va veloce. A Napoli, al comizio dei leader del Campo largo, aveva spiazzato Elly Schlein aprendo di fatto la campagna per le primarie del centrosinistra. E dopo il botto sulla Russia, ieri ha fatto partire il secondo sul Quirinale. Per dirla con Matteo Renzi, è ora di compare i pop corn”. Il leader 5 Stelle si muove con modalità premiership. “La sua tragedia è chiara, smarcarsi dagli alleati, prenderne le distanze, invadere con scorribande i territori altrui per accaparrarsi i loro consensi, agire senza freni e senza i limiti politici a cui sono condannati gli antagonisti di Pd e Avs che devono rispondere ai rispettivi partiti”.
”Da qui in avanti, prosegue Verderami, Giuseppi pur di tornare a palazzo Chigi, darà vita ad un continuo gioco pirotecnico. E infatti dopo il primo fuoco d’artificio, ieri ha lanciato il secondo, Su un tema se possibile ancora più sensibile la corsa al Colle ‘Non dico che il prossimo capo dello Stato dovra’ essere di sinistra e che non sarebbe legittimo un nome di ispirazione conservatrice’. Bum”.
E se invece Conte puntasse proprio al Quirinale? La sua uscita potrebbe essere proprio quella di non inimicarsi in caso fosse in corsa parte del centrodestra. Se avesse in mente un piano b nell’ipotesi che non riuscisse in quella che appare la sua prima opzione, cioè il ritorno a Chigi, potrbbe accettare la presidenza del asenato, ottimo trampolino di lancio per il Colle.pl
Intanto non curante la Schlein prosegue per la sua strada, una sorta di via parallela rispetto a Conte. La segretaria va all’attacco del carovita mentre Meloni “pensa solo alla legge elettorale”. Ma questo non le impedisce di guardare a quello che succede nell’alleanza. Lei vuole assolutamente dentro Renzi, al contrario di Conte, mentre lui rimane fermo sulle sue posizioni: i moderati di ogni dove hanno Casa Riformista che li aspetta. Ma Alessandro Onorato non vuole varcare quella soglia. E’ convinto di riuscire a fare debuttare il suo movimento in politica, nonostante l’emendamento di Forza Italia “anti-cespugli”, norma che stabilisce la soglia del 3% per entrare in Parlamento, anche se salva la prima delle liste in coalizione se sotto il 3%. Norma che sembra favorire un gongolante Renzi.
Per Onorato c’è anche il problema delle firme per potersi presesentare alle elezioni, ma lui non sembra esserne preoccupato, vista l’esperienza amministrativa, con relativa capacità di stare nelle strade e nelle piazze, dei compagni dell’assessore allo sport del Comune di Roma.
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