“Il coronavirus è una bufala”: a Londra e Berlino proteste contro le misure anti-Covid

Evidentemente non bastano i 24,7 milioni di contagiati in tutto il mondo e gli 838.000 morti da coronavirus, il totale di oggi secondo la Johns Hopkins University che studia e registra quotidianamente i drammatici numeri della pandemia. Non bastano perchè c’è chi è contrario alle misure anti-Covid adottate dai vari governi, le considera frutto di un “complotto” mondiale contro la libertà dei cittadini e le contesta platealmente scendendo in piazza come è avvenuto oggi a Berlino, Londra e Zurigo, dove alcuni cartelli hanno definito il coronavirus come una “bufala”. A Berlino era in programma una manifestazione (autorizzata dopo una disputa in tribunale) di questi ‘scettici’ cui hanno partecipato almeno 18.000 persone. Tanti anche i no-vax. E’ intervenuta la polizia che l’ha interrotta contestando agli organizzatori il mancato rispetto delle regole sul distanziamento.

Dopo un nuovo avviso con il monito a rispettare le distanze, l’ordine di scioglimento “visto che la maggior parte dei manifestanti non rispettava il distanziamento e non indossava la mascherina” ha spiegato la polizia. Una simile protesta, per denunciare le misure anti-Covid con circa 20.000 manifestanti, per lo più appartenenti all’estrema destra, si era tenuto il 1 agosto, ma era stata interrotta dalla polizia in quanto, anche allora, i manifestanti non avevano rispettato le norme anti-virus in vigore. Analoga protesta a Londra: migliaia di persone si sono radunate a Trafalgar Square nel cuore di Londra, in barba a divieti di assembramenti e obblighi di indossare le mascherine, per protestare contro il lockdown. Molti i cartelli contro il governo, e quelli che sostengono che il Coronavirus sia una bufala. “La pandemia è un piano organizzato dai potenti” recita uno dei cartelli. E un altro: “Infilatevi il vostro vaccino su per il…”

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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