
Si fa infuocata la campagna elettorale per le regionali a dieci giorni dal voto e oggi un episodio avvenuto in Toscana ha fatto suonare un campanello d’allarme. Protagonista e vittima Matteo Salvini che è stato aggredito a Pontassieve, dove si trovava per un comizio, da una giovane di origine congolese che gli si è avvicinata, gli ha strappato la camicia e la catenina che aveva al collo e gli ha gridato “Io ti maledico”. Subito fermata dalla polizia la giovane ventenne è apparsa “in evidente stato di alterazione psico-fisica”. “Tutto bene, tranquilli, nessun problema fisico” ha commentato con un post su Fb il leader della Lega che ha incassato subito la solidarietà dalle istituzioni e dal mondo politico: c’è preoccupazione per il rischio che il confronto sereno in cui deve svolgersi la campagna elettorale venga rovinato da forme di violenza o di intolleranza, da condannare senza se e senza ma.
Questo il senso delle dichiarazioni sull’episodio del ministro degli Interni Lamorgese e degli Esteri Di Maio: “Ogni forma di aggressione verbale o fisica va condannata senza mezze misure” ha detto l’attuale titolare della Farnesina (e vice premier proprio con Salvini nel precedente governo giallo-verde). I fatti: Pontassieve in provincia di Firenze era una tappa del tour elettorale del leader della Lega. Appena arrivato Salvini è stato avvicinato e strattonato dalla giovane, mischiata tra il pubblico in attesa, che gli ha strappato la camicia e la catenina-rosario che aveva al collo. Dai primi accertamenti non si sarebbe trattato di un gesto programmato: la giovane stava tornando a casa dal lavoro e si sarebbe trovata per caso in mezzo ai fan della Lega che erano intorno a Salvini: ne avrebbe approfittato per avvicinarsi al leader della Lega, afferrarlo per la camicia e dirgliene quattro, in segno di protesta per le posizioni dell’ex-ministro dell’Interno sull’immigrazione incontrollata.
Secondo la questura non ci sarebbe però un collegamento tra questo episodio e la manifestazione anti-Salvini che era in corso sempre a Pontassieve ad opera degli antagonisti. “La camicia strappata la posso ricomprare, il rosario strappato con violenza dal collo che mi aveva donato un parroco purtroppo no. A questa rabbia rispondo col sorriso e col lavoro, evviva l’Italia delle donne e degli uomini che credono nella libertà, nella serenità e nel lavoro. P.s. Per la “signora” che mi ha aggredito e insultato non provo rabbia, solo pena e tristezza. Avanti, senza paura e a testa alta” ha scritto su Facebook il leader della Lega. “Il Paese – ha detto il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese – ha bisogno di una campagna elettorale serena, basata su un confronto leale e rispettoso di tutte le posizioni politiche, lontana dalle estremizzazioni dei toni e dei comportamenti. Per questo, ogni forma di violenza e di intolleranza, anche solo verbale, deve essere condannata ed isolata per garantire a tutti i protagonisti delle competizioni elettorali la piena libertà di manifestare il proprio pensiero”. (foto Elisa Tozzi, Corriere Fiorentino)
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