
A piccoli passi verso il Conte-ter. Quella è la direzione ma non è detto. Domani nuovo giro di consultazioni per il presidente della Camera Roberto Fico che riunirà intorno ad un tavolo ‘tecnico’ i rappresentanti dei quattro partiti della vecchia maggioranza per discutere di programma. I capigruppo, non i leader. Se riscontrerà un accordo sui temi è probabile che la terza carica dello stato fissi ancora un appuntamento, stavolta con i segretari di partito, prima di salire martedì al Colle per riferire a Mattarella l’esito della sua esplorazione: un rapidissimo giro, tutto politico stavolta, per affrontare finalmente il nodo del nome del premier.
Mentre il centrodestra insiste per il voto come soluzione della crisi e definisce l’esplorazione di Fico uno “squallido teatrino” e il Colle smentisce una telefonata Mattarella-Draghi, la strada che porta ad una riedizione riveduta e corretta del vecchio esecutivo registra qualche passo avanti ma sembra ancora impervia. Renzi non si è sbilanciato sul nome del persona che dovrebbe ricevere da Mattarella l’incarico pieno di formare il nuovo governo (Pd, M5s, Leu e gli ‘europeisti’ hanno blindato quello di Conte) e, parlando di programma, sul Mes e sul Recovery Plan i grillini e Italia Viva la pensano in modo differente, molto differente. Senza contare i contraccolpi che una rinnovata intesa tra Renzi e i vecchi alleati potrebbe provocare in campo Cinquestelle dove Di Battista per ora morde il freno, si cuce la bocca ma sembra pronto ad uscire allo scoperto (e qualcuno dice anche alla scissione).
Il passo avanti di oggi invece è l’accordo sul tavolo del programma: Fico lo ha organizzato per domani dopo aver riscontrato la disponibilità di tutta la vecchia maggioranza, Renzi compreso, ad un confronto sul programma “per raggiungere una sintesi”. Nella nebbia e nell’incertezza di queste ore, nella ridda di voci e di indiscrezioni, il Colle ha dovuto smentire che Mattarella abbia telefonato a Mario Draghi in queste convulse giornate. come riportava stamane qualche retroscena: “È destituita di ogni fondamento la notizia, apparsa oggi su alcuni giornali, che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella abbia contattato, da quando si è aperta la crisi di governo, l’ex- presidente della Bce Mario Draghi” hanno affermato fonti qualificate del Quirinale.
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