Mattarella “Sant’Ambrogio”, subito riforma della giustizia

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Mattarella lavoro
(foto quirinale.it)

Mattarella, dopo il giuramento, il discorso in Parlamento. ”Le disuguagliane freno ad ogni crescita”. Ma le parole piu’ importanti sono per la giustizia, tema sul quale era pure aspettato, ”Serve una profonda riforma”. Questo il tema piu’ politico del suo discorso, condidoto da molti applausi e qualche standing ovation. In tutto 38 minuti di discorso e 52 appalusi. Tutti tranne che dalla Meloni.

Scriveva Paolo Mieli, uno dei migliori giornalisti italiani, se non il migliore, che per Mattarella valeva la vicenda di Sant’Ambrogio, che di fronte alla folla che lo acclamava se ne ando’ con il suo mulo dalla parte opposta per poi accettare, richiamato a gran voce l’elezione a Vescovo di Milano.

Mattarella e’ stato preciso sulla giustizia, Ora bisogna vedere come andrà anche per la divisione dei partiti che rimane forte su tutti i temi, e soprattutto su questo che e’ uno dei temi dei temi.

“Rivolgo una saluto rispettosi alla Corte Costituzionale, presidio di garanzia della nostra Carta, Mi preme pero’ sottolineare che un profondo processo riformatore deve interessare il versante giustizia. Per troppo tempo e’ divenuta un terreno di scontro che sovente ha fatto perdere di vista gli interessi della collettività”, le parole del Presidente che non ha fatto alcun cenno sulla sua durata del suo mandato, che per la Costituzione vale per i prossimi sette anni.

Un omaggio e’ stato rivolto a Papa Francesco ”Grati per il suo rispetto per l’Italia” ed un ricordo per Monica Vitti, scomparsa ieri a Roma. Un ricordo anche per David Sassoli.

Altre parti del suo discorso riguardano il sociale. ”Lavoro cresce ma troppe donne e giovani sono esclusi”, ”Ascoltare la voce degli studenti, sentono difficoltà per il loro domani”., ”I cittadini devono avere fiducia nella giustizia, no ai timori,. Ancora sul Csm “Superi logiche di appartenenza”. Come se fosse facile, senza una profonda riforma.

Da ultimo, ma non all’ultimo, Un ”Grazie a Draghi per il suo impegno”. Impegno che c’e stato da parte di Draghi per andarsi a prendere il posto di Mattarella. Ed era l’unico che avrebbe potuto riuscirsi. Ma aveva sottovalutato la macchina quirinalizia e l’abilità’ dei vecchi e giovani Dc. Dalla politica deve imparare ancora tanto, ovviamente non dalle sue conclamate capacita’

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