
Esegeta di Beppe Grillo cercasi. Ci mancava anche questo… Nella ‘guerra’ tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio scoppiata sulle quirinarie è intervenuto, come molti auspicavano, il fondatore e garante del Movimento con un post sul suo blog in cui appare in una vecchia foto del 1982, quando faceva l’attore, nei panni di Gesù.
Ma un Gesù – in un post intitolato Cupio dissolvi – che parla un pò come Gandhi e un pò come una sibilla. Con chi sta Grillo tra Conte e Di Maio? Il Movimento è squassato da un scontro che sembra foriero di una scissione e il fondatore parla come il Mahatma, si rivolge ai suoi discepoli e lancia un messaggio sulle “regole” da accettare e sulle “voci di vanità” che può essere interpretato in modi diversi, anche se a prima vista il suo bersaglio è Di Maio. Ma il M5s si è spaccato pure sull’esegesi, tanto è vero che i dimaiani sostengono che Grillo con quel post si è posto come mediatore tra i due litiganti mentre i contiani interpretano quel post da un’altra prospettiva – molto più probabile – convinti che il “padre” si sia rivolto in modo benevolo all’ex-premier (che da parte sua ha piazzato subito un ‘like’ su quel post) bacchettando invece il ministro degli Esteri ed ex-capo politico M5s.
Comunque ecco il post della discordia (o della pacificazione?)
“Una volta un padre venerabile (Bapu Mahatma Ghandi) – scrive Grillo – disse ai suoi “sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. Così egli (l’Elevato) non volle essere un padre padrone, ma un padre che dà ai figli il dono più grande. Sicché rinunciò a sé per consentire il passaggio dall’impossibile al necessario. Non dissolvete il dono del padre nella vanità personale (figli miei). Il necessario è saper rinunciare a sè per il bene di tutti, che è anche poter parlare con la forza di una sola voce. Ma se non accettate ruoli e regole restano solo voci di vanità che si (e ci) dissolvono nel nulla”.
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