
Andrà a processo, accusato di rivelazione di segreto d’ufficio, proprio nel trentennale di Mani Pulite, Piercamillo Davigo, il magistrato ora in pensione, ex-consigliere del Csm ed ex-pm del famoso pool milanese alle cui inchieste dei primi anni Novanta e ai collegati arresti eccellenti è attribuito il crollo della Prima Repubblica.
Davigo – che nel pool Mani Pulite affiancava Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo e Francesco Greco – è stato rinviato a giudizio dal gup di Brescia Federica Brugnara in una vicenda giudiziaria nata dal ‘passaggio’ dei verbali in cui l’ex-avvocato esterno dell’Eni Piero Amara ha raccontato dell’esistenza di una presunta ‘Loggia Ungheria’, verbali coperti da segreto istruttorio che sono stati dati dal pm di Milano Paolo Storari a Davigo – e tra l’altro finiti non si sa come ai giornali – il quale in seguito li avrebbe portati a conoscenza dell’ufficio di presidenza del Csm.
La prima udienza del processo – scrive il Domani – è fissata il 20 aprile. Davigo ha scelto il rito ordinario, le udienze quindi si svolgeranno pubblicamente, proprio come Davigo aveva cheisto anche per l’udienza preliminare in cui ha reso l’interrogatorio. Nella stessa giornata si è celebrata anche l’udienza con rito abbreviato per la stessa imputazione anche per il pm di Milano, Paolo Storari, che materialmente ha consegnato i verbali a Davigo in seguito a uno scontro interno in procura tra lui e il procuratore capo Francesco Greco e l’aggiunta Laura Pedio sulla tempistica di iscrizione della notizia di reato. La posizione di Storari, che si era fatto interrogare nella scorsa udienza, è stata stralciata rispetto a quella di Davigo proprio per la scelta del rito: il giudice deciderà e, in caso di condanna, scatterà la riduzione automatica di un terzo della pena. Nel caso di Storari, la gup ha rinviato la decisione alla prossima udienza, che si svolgerà il 7 marzo. (foto da repubblica.it)
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