Da terremoto M5S scissioni a catena? Per un ”partito per Draghi” senza “l’atermico” Draghi

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(foto profilo FB Palazzo Chigi-Presidenza del Consiglio dei Ministri)

Giuseppe Conte ha scatenato un ciclone anche senza ottenere nulla se non di rimangiarsi la promessa di volere fare ballare il governo sulle mine ucraine. Il dado e’ tratto. Ciò che covava da tempo sotto le ceneri e’ avvenuto, il movimento si Grillo e’ esploso mandando tutte le stelle al vento. Di Maio se ne e’ andato portandosi appresso una settantina tra deputati e senatori. La scissione si e’ consumata, il nuovo nome e’ stato già scelto ”Insieme per il futuro”. Un fragoroso botto che rimbalzera’ a lungo nei palazzi della politica.

I TERREMOTI PROVOCANO FAGLIE, LE SCISSIONI POSSONO PORTARE A NUOVE SCISSIONI. Se c’e’ una scienza ala quale la politica si avvicina e’ la fisica. Ad ogni azione corrisponde sempre una reazione e spesso le reazioni sono a catena. Anche grandi politici, come nel recente passato gli stessi Craxi ed Andreotti, troppo presi dal loro piano A, hanno finito per sottovalutare le possibili variabili, non riuscendo a intuire il risultato finale. Tanto da finirne trvolti.

StELLA POLARE, POLO ATTRATTIVO E’ DRAGHI. Ora quello che più conta politicamente e’ la scissione di Di Maio, della quale sono stati certamente informati in anticipo sia Draghi che Mattarella, e che puo’ portare sciluppi nei apporti tra i governisti presenti nella squadra di Draghi ed i loro partiti di riferimento. Per due motivi, la ragione che poi e’ la naturale propensione verso il il centro dello schieramento politico per porre al gli stessi governisti dalle incursioni e dalle logiche elettorali dei loro partiti di appartenenza. L’interesse invece sono le garanzie a cui aspirano le tormentate anime governiste, sempre sospese tra Palazzo Chigi ed il loro partito di appartenenza, che non si sentono per nulla tutelate quando saranno decise le liste elettorali.

UN PARTITO PER DRAGHI SENZA DRAGHI PER FARE VINCERE IL CAMPO LARGO DI LETTA. Scopo di eventuli nuove scissioni, anche mini, potrebbe essere quello di dare vita a un “partito di Draghi”, senza Draghi l’atermico. Come era chiamato ai tempi della Banca d’italia. Ma ovviamente un partito che in caso di vittoria alle elezioni, insieme al campo largo di Letta vorrebbe riproporre Draghi alla presidenza del Coniglio anche nella prossima legislatura.

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