Cui prodest? Cinesi, russi e nemici interni. Stranezze dell’assassinio di Abe, il costruttore della Nato del Pacifico

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(foto Jason Goh da Pixabay)

C’era Andreotti che diceva con il suo malizioso sorriso stampato sulle labbra che a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. E molti anni prima di luo era Seneca a porre la fatidica domanda, rimbalzata in tanti intrighi, “Cui prodest?”. Shizo Abe, l’ex premier giapponese, e’ stato appena freddato con due colpi ravvicinati sparati alle spalle da un ex militare. Tale Tetesuya Yamagami, novello Lee Harvey, si giustifica ”Non ho agito per politica. Ero insoddisfatto, gli sparato per uccidere”.

LA COSA CHE NON TORNA, OMICIDIO CHE COLPISCE AL CUORE LA POLITICA DEL PACIFICO. Se è vero che Abe e’ stato colpito al cuore, sempre al cuore e’ stata colpita la politica giapponese filo atlantica. Abe, che è stato premier per dieci anni, portando il Giappone alla ripresa con il suo Abenomics, è conosciuto soprattutto come il padre del riarmo anti-Pechino. ed anche come il costruttore della cosiddetta Nato del Pacifico, l’uomo che più di tutti aveva meso sotto i riflettori la questione Taiwan.

VERSIONE PER ORA UFFICIALE. Opera si un pazzo. L’agghiacciante delitto, che getta tutto il Giappone nel panico, sta passando serenamente come un tipico episodio di stampo nipponico. Con la persistenza in quella società di oscuri rituali, dove si mescolano tradizione e follia.

MA CINESI, RUSSI ED ANCHE NEMICI INTERNI LO AVREBBERO VISTO VOLENTIERI MORTO. Spesso si usa una versione di comodo quando non si vuole o non si può spiegare un gesto. Però tanto sprovveduto non doveva essere l’assassino se è riuscito a costruire con le sue mani un ducile camuffato da cinepresa e ad eludere la sorveglianza. Altro punto debole delle ricostruzioni, perché si e’ dimostrata così inefficiente? Roba da servizi segreti. Ma di quale paese?

Al DI LA’ DI UN PIANO, OMICIDIO DESTABILIZZANTE. La morte di Abe destabilizza il pese di riferimento degli Usa nel Pacifico ed elimina un personaggio che ha passato i suoi ultimi anni a dare l’allarme al Giappone ed ai suoi alleati sulle vere finalità della politica cinese. L’obiettivo di indebolire l’Occidente in quella parte del mondo è stato centrato.