C’era una volta il centro. Ora solo prove di ”centrini” con sindrome del pollaio e pochi elettori

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Giovanni Toti
(foto da profilo Twitter G. Toti)

Giovanni Toti, governatore della Liguria, ha organizzato un convegno per riprganizzare e possibilmente unire la galassia di partiti e partitini centristi, che oggi si muovono disuniti nella galassia della politica. Tanti sono gli ostacoli da superare, a partire dalla sindrome del pollaio. Dove a cantare e’ solo un gallo. Qui invece sono molti e si beccano tra di loro.

TUTTI CONTRO TUTTI AL CENTRO. La convention di Toti mostra profonde spaccature. Calenda mena e Mastella si offende, Gelimi si sfila e Rosati rimane scettico. Per Calenda non si può fare un fritto misto, “Il centro non e’ un frito misto che non porta a nulla e fa gioire gli avversari che possono dire che nel centro c’e’ di tutto, da Calenda a Di MIo e Mastella. Il centro liberale e’ il luogo delle scelte nette e delle persone perbene”. Come a dire che qualcuno non lo e’… A sentirsi piccato e’ Mastella che replica ”Da Calenda c’e’ violenza verbale. Pensa di vincere da solo contro tutti, occorre rispetto”. Poi ancora piu’ duro: ”Calenda ha un complesso d’inferiorità. E’ come un piccolo Trump pariolino”.

SALA E DI MAIO COSI COME RENZI NON PERVENUTI. Nella sfilata di fantomaci moderati che pongono veti sul vicino hanno brillato per la loro assenza Sala e Di Maio. Che vogliono fare anche loro un centro ma chiaramente ancorato al campo largo di Enrico Letta. E poi Renzi, in chiara concorrenza con Calenda, che non si vuole infilare nell’ennesima parata di generli senza truppe.

LE MAGGIORI DIFFICOLTA’. Difficile perche’ la somma di piccoli leader non fara’ mai un vero leader e quindi un partito unico. Poi il centro non si lo organizza a tavolino millantando una neutralita’ tra destra e sinistra. Si governa dal centro questo e’ ovvio e finora lo hanno fatto tutti sia a destra che a sinistra, M5S compreso, che si sono succeduti alla guida del paese. Ma questo non vuol dire partire o aggregarsi dal centro, perché ormai il bipolarismo ha fatto si’ che che il centro esista solo come ”centro di gravita’ permanente”. Tanto e’ vero che ogni ”centrino” guarda con maggiore simpatia o il centrosnistra, nella maggiora, oppure il centrodestra. Metterli tutti insieme quasi impossibile. E quindi si torna a bomba, o di qua o di la’.

C’ERA UNA VILTA IL CENTRO. Ma allora da dove viene tutta questa voglia di centro? Da una parte c’e’ una voglia di potere, cioè di essere determinanti pur con piccoli numeri nelle alleanze e nelle grandi scelte. Dall’altra una sorta di nostalgia di quando era il centro a governare il paese. L’antico centro era era l’ampia area politica e partitica (Il cosiddetto arco costituzionale di demitiana memoria, che ovviamente non escludeva i comunisti che avevano partecipato alla stesura della Costituzione),che non voleva governare ne’ con i comunisti, perché durante la Guerra fredda la presenza dell’Italia nella Nato, escludeva una diretta partecipazione del Pci al governo, ne’ con la destra radicale. Era occupata in primis dalla Dc, con tutte le sue componenti, poi dal Partito socialista, ormai distaccatosi dal Pci. Ed anche dai piccoli partiti, socialdemocratici, repubblicani e liberali. Poi la rivoluzione giustizialista di Tangentopoli muto’ tutto. Con il cambuo della legge elettorale arrivò il bipolarismo. L’Italia e gli italiani non c’erano abituati.

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