Vaiolo delle scimmie: OMS dichiara emergenza sanitaria internazionale. Lo Spallanzani isola il virus

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vaiolo delle scimmie
(foto Altmann da Pixabay)

Era successo, fino ad oggi, solo per il Covid-19 e per la poliomielite. Ma mentre l’emergenza da Coronavirus è tutt’altro che finita, l’Organizzazione Mondiale della Sanità è costretta a dichiarare un’altra emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale. Questa è la volta del vaiolo delle scimmie (in inglese: monkeypox). Di nuovo, insomma, c’è bisogno della coordinazione dei diversi Stati per controllarne i focolai, attingere ai fondi della Sanità Nazionale e incoraggiare tutte le istituzioni a condividere le informazioni e le risorse chiave. 

Diffusione

Solo negli Stati Uniti finora sono stati rilevati circa 3000 casi (sui 17 mila globali, distribuiti per 75 paesi). Quasi tutti i casi rilevati al di fuori dell’Africa, dove il vaiolo delle scimmie si è sviluppato in principio sin dal 1958, si sono verificati tra uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini. Le prime infezioni nella città di New York si sono verificati durante lo scorso mese di giugno. E i vaccini sono arrivati dalla Danimarca solo alcune settimane dopo, mettendo a repentaglio la vita dei contagiati. Almeno questo secondo quanto riportano gli attivisti americani. L’epidemia ha riscontrato, infatti, grande attenzione sopratutto nella comunità L.G.B.T. , che ha sostenuto che il vaiolo delle scimmie non ha ricevuto l’attenzione che meriterebbe, come accaduto nei primi giorni della diffusione sistematica dell’infezione da H.I.V.

Sesso

La raccomandazione dell’OMS alle persone è di “limitare i rischi riducendo rapporti e partner sessuali, il vaccino non basta”. Ma i casi stanno aumentando anche in Europa. Il direttore dell’ufficio europeo dell’Oms, Hans Kluge, ha dichiarato che “sebbene comincino a osservarsi casi di trasmissione domestica, dobbiamo rispondere concentrandoci sulla modalità di trasmissione dominante. Il contatto pelle a pelle è quello che comporta il rischio più alto di trasmissione”. Sempre secondo Kluge questa malattia si sta diffondendo troppo rapidamente negli Stati europei, dove sono stati coinvolti già 37 Paesi. Compresa l’Italia. Con una trasmissione locale continua.

Italia

Degli 8697 casi registrati in Europa sino ad oggi, circa 374 sono quelli ufficialmente dichiarati in Italia. All’ospedale Spallanzani di Roma per la prima volta al mondo il virus è stato isolato dal liquido seminale di 6 pazienti e posto in coltura cellulare in laboratorio, dove si è replicato. Quindi la malattia non si diffonde solo per contatto di pelle. Ieri, in un solo giorno, è stato registrato il record diagnostico mondiale, con 1700 casi nell’arco di 24 ore. Stime che hanno allarmato anche noi in Italia. “I dati epidemiologici dicono che i casi riguardano prioritariamente una popolazione abbastanza ristretta: maschi, tra i 20 e i 40 anni, che si sono contagiati preferenzialmente per via sessuale o per contatto diretto. E’ urgente raccomandare la vaccinazione e altri provvedimenti preventivi a queste persone”. Così il post su Facebook di Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, dove erano arrivate le prime segnalazioni della malattia nel nostro Paese.

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